Seconda Luna - Custode della Saggezza

Custode della Saggezza è la Madre Clan del Secondo Ciclo Lunare ed è la storica di tutti gli Archivi della Terra. È la Custode delle Biblioteche di Pietra, la Protettrice delle Tradizioni Sacre e la Guardiana del Ricordare e della Memoria Planetaria. Ci insegna a sviluppare il Se' attraverso l'onorare la Verità in tutte le cose. Il suo mese è febbraio e il grigio è il colore che ci connette al suo ciclo lunare e alla sua Medicina. Ci insegna le arti dell'Autosviluppo e dell'Autoespansione; come avere accesso alla Memoria Planetaria, al ricordo personale, all'antica saggezza e conoscenza; come comprendere la saggezza che ogni forma di vita contiene e i suoi compiti.

"Custode della Saggezza fino a quel momento non aveva mai incontrato un fiocco di neve parlante. Curiosa, la Custode degli Archivi della Terra sentì il bisogno di porre a Tela di Ghiaccio un mucchio di domande per scoprire il ruolo che il Grande Mistero aveva assegnato alle Creature dell'Inverno. "Che straordinaria missione è la tua, Tela di Ghiaccio. Dimmi come la tua Medicina assiste la Famiglia Planetaria, così che io possa conservare questa conoscenza per le Creature a Due Gambe. "
"Lo farò, Custode della Saggezza. Devi memorizzare lo scopo della mia presenza in Natura così che ogni Creatura della Terra sappia come i suoi sogni possono aiutare la crescita dell'intera Famiglia Planetaria. Madre, ogni Creatura della Terra ha sentimenti e sogni secondo il suo posto nel disegno e nell'equilibrio della Natura. Quando sono uniti, tutti quei sogni ed emozioni costituiscono l'insieme dei loro bisogni. I fiocchi di neve sono i messaggeri di quei bisogni perché il nostro corpo conserva le tracce di ogni sogno individuale. Quando Nonno Sole scioglie i nostri corpi e diventiamo acqua, i sentimenti dei sogni raccolti sono riversati nel suolo di Madre Terra, e la informano dei più profondi desideri delle sue creature."
[...]
"Ora capisci perché le forme della Tribù dei Fiocchi di Neve sono così importanti. A causa delle esperienze mutevoli della vita, le Creature della Terra provano ogni giorno nuovi sentimenti. Quello che desiderano per la loro vita è tradotto nella Ruota di Medicina di un singolo Fiocco di Neve che raggiungerà il cuore di Madre Terra dopo essersi sciolto. Durate le Lune Verdi e Gialle quegli stessi sentimenti sono trasformati in gocce di pioggia, perché quelle sono stagioni mature per la crescita dei sogni. Noi siamo i messaggeri delle Lune Bianche, perché i sogni devono esser cristallizzati fino a quando si conclude la stagione del riposo e della riflessione. Poi, durante le Lune del Tepore, le nostre forme gelate di sogni e visioni possono fondersi ed essere rilasciate nella Terra.
Ogni Fiocco di Neve conserva la tela delle lezioni di vita tessute da ogni Creatura della Terra. Ogni membro del nostro Clan riflette un aspetto individuale della Tela della Vita sognata da qualcuno che vive sul Pianeta. Ogni forma di vita nella Creazione è parte del Tutto, ma individualmente ognuno vede la vita secondo il suo Sacro Punto di Vista. I sogni che insegnano a ciascuno a vivere la vita, attraverso il fare delle scelte, provengono dallo Spazio Sacro e dal Sacro Punto di Vista di quella persona.""

Da "Le Tredici Madri Clan delle Origini" di Jamie Sams

Conosci te stesso. I Curanderos dell’Anima. Mamani

Per sapere dove vai, devi prima sapere chi sei e poi esserlo. Ricordati sempre: devi essere te stesso, non cercare si essere un altro. Spesso vaghiamo raccogliendopezzi dell’esistenza di altre persone e ci identifichiamo con loro; ci creiamo un abbigliamento per presentarci davanti agli altri. Forse hai adottato la forma particolare di tuo zio, quella di sederti di tuo nonno, il modo di camminare di tuo padre; esprimi la rabbia o la paura come tua madre e lavori come i tuoi maestri o i tuoi amici. [...] Tutti quelli che incontri sul tuo cammino hanno qualcosa da mostrarti, ma se prendi una parte di ognuno di loro, in realtà ti stai vestendo con degli stracci, non con un indumento fatto per te. Così, indossando un abito che non è il tuo, diventi falso e sarai infelice. Solo quando ti sarai conosciuto bene e ti sarai accettato dirai: Madre Natura mi ha regalato un sesso, questo colore di pelle, un corpo che mi trasporta dove voglio e io la ringrazio di questo dono.

I Curanderos dell’ Anima H. H. Mamani

La Ruota di Medicina - Prima Luna. Parla con le relazioni.

Nella tradizione dei nativi americani, il tempo è scandito dalle fasi lunari. Osservando il succedersi dei cicli della Luna e delle stagioni, queste popolazioni antiche osservarono che ciascuna stagione si riproponeva ogni tredici lune. Il calendario degli
Indiani del Nord, originariamente, era la corazza di una tartaruga. Su questa erano impressi i tredici mesi dell'anno circondati da una cornice che, nella tradizione indiana, rappresenta il Cerchio Sacro o Ruota di Medicina.  Il Cerchio Sacro rappresenta l'unità tra tutti gli esseri viventi e il tragitto che Madre Terra compie annualmente attorno a Nonno Sole.
I tredici cicli della Luna che si susseguono durante l'anno diedero origine alle leggende sulle Tredici Madri dei Clan, che rappresentano le doti e le abilità che l'umanità può sviluppare durante il proprio cammino sulla Terra. Ciascun essere umano, per vivere in armonia con tutte le forme di vita, dovrebbe apprendere le lezioni sullo sviluppo del potenziale umano che ciascuna Madre propone. 

La prima luna dell'anno è associata a Parla con le Relazioni, la Madre della Natura e della Famiglia Planetaria, Custode del ritmo e dei bisogni della Terra, delle Stagioni e del Tempo atmosferico, Guardiana dei linguaggi degli Alberi, delle Pietre e delle Creature. 
La Madre del primo ciclo lunare è la Custode dell'apprendimento della Verità. La comprensione del significato di questa Luna va ricercata nella consanguineità tra tutte le forme di vita, nei gradi di parentela che legano l'intera Famiglia Planetaria: tutte le forme di vita sono nostre sorelle e fratelli; nostra Madre è la Terra, nostro Padre è il Cielo, nostra Nonna è la Luna, nostro Nonno è il Sole.
Parla con le Relazioni è l'aspetto di Madre Terra che che contiene la volontà di apprendere e di comprendere ogni forma di vita o area della Terra. Ciascuna forma di vita cela una verità, così come mostra una somiglianza ad ogni altra forma di vita. La capacità di vedere ciò ci permette di trarre un insegnamento dalla bellezza e dai talenti di ognuna delle Creature della Terra e ci insegna altresì a comprendere che ogni creatura ha i suoi ritmi ed il suo Spazio Sacro, per entrare nel quale dobbiamo essere profondamente rispettosi.

Da "Le Tredici Madri Clan delle Origini" di Jamie Sams

Fierucola

Siete mai stati alla Fierucola a Firenze? È un mercato dell'autoproduzione che si tiene in Piazza Santo Spirito. Io ci sono stata la prima volta il 17 settembre e me ne sono innamorata! Tantissimi fierucolanti, tutti diversi, ognuno con il suo prodotto... uno spettacolo emozionante! Per fortuna avevo portato con me la macchina fotografica! 

Akashiso - Come si fa il succo di Perilla?

La Perilla è una pianta conosciuta per le sue proprietà antiossidanti, immunostimolanti ed antiallergiche. È una pianta commestibile molto versatile: la si può mangiare cruda in insalata, la si può sbollentare per farne frittate o condimenti per la pasta, metterla nella minestra, oppure, se ne può fare un ottimo succo.
Ecco come preparalo.

Ingredienti:

  • 1 litro d'acqua
  • 300 grammi di Perilla (rossa)
  • 400 grammi di zucchero
  • 200 ml di aceto di mele bio

Procedura:
Far bollire l'acqua  e le foglie di Perilla in una pentola capiente. Quando si raggiunge il bollore, mantenerlo per 5 minuti.
Togliere dal fuoco, estrarre e strizzare le foglie.
Si aggiunge lo zucchero e si fa bollire per ancora qualche minuto.
Mettere poi il succo in bottigliette di vetro che si faranno bollire. In questo modo si creerà il sottovuoto che permetterà di conservare l'Akashiso a lungo.

Ne volete sapere di più? Ecco il link al sito di Sofia e Paolo http://www.pianteinnovative.it/perilla-fruttescens-3/

Piante Innovative

La terza tappa del mio viaggio come wwofer attraverso l'Italia mi ha portato in Toscana, a Palaia. Sono stata a trovare Sofia e Paolo, due ragazzi giovanissimi, custodi di una vastissima conoscenza sulle piante edibili e sulle varietà antiche di ortaggi. Svolgono anche un'attività tanto nobile quanto importante per il futuro di tutta la Terra: sono infatti seed savers. Da loro ho avuto occasione di vedere come si fa a raccogliere e conservare i semi, questa pratica è importante, perché la conoscenza della pianta e del suo sviluppo attraverso le stagioni permette di operare delle scelte riguardo le linee genetiche da portare avanti di anno in anno, migliorando ad ogni raccolto i prodotti delle proprie coltivazioni, ma è importante anche perché permette di svicolarsi dalle scelte di semi imposte dal mercato.
Sofia e Paolo sono anche divulgatori di conoscenza, hanno pubblicato due libri ed aggiornano costantemente il loro sito e le loro pagine sui social. Se siete curiosi di conoscerli, seguite questo link Ho fatto diverse esperienza da loro, ve le racconterò nei prossimi post.

Ritorni

Due amici yogi, incontrati ieri, mi hanno detto che sono ritornata da questi primi giri radiosa e che nei miei occhi c'è una luce che qualche mese fa non avevo. Avrei dovuto essere di nuovo su un treno a quest'ora, diretta in Toscana per un corso di permacultura che ho dovuto far saltare, quindi ora mi ritrovo a Trieste per tre settimane. Mi chiedo se il malessere e la negatività della città mi intossicheranno di nuovo e quanto ci metteranno... ho i miei rifugi, nei boschi, nell'orto che ha sentito la mancanza delle mie cure.

Nonostante tutto il male della mia città, ho deciso di legarmi di nuovo ad essa, proponendo al mio capo di mandarmi a fare formazione a Milano per un nuovo incarico (preferibilmente da seguire da remoto come sto facendo ora), ma non solo...
Indovinate chi inizia il percorso per diventare operatore ayurvedico?
Eh già... almeno un weekend al mese sarò qui, sperando di restare per lo più nomade con lo zaino in spalla, ma con una base alla quale ritornare.

La raccolta della Lavanda

Infine la raccogliemmo la Lavanda, al mattino presto, lavorando tutti assieme. Ragazzi venuti lì apposta, vicini accorsi in aiuto. E si è chiuso un ciclo, con la distillazione della sua preziosa essenza.

Dolomiti bellunesi

Per un po' sulle Dolomiti sono andata e, nel giro di una settimana, sono scappata.

Siccità

Qui la siccità è una faccenda molto seria. Te ne rendi conto quando versi un po' d'acqua a terra (stavo facendo il bucato) e subito api e vespe arrivano per bere.
La terra è dura e anche la lavanda, che è una pianta resistente e poco avezza alle cure, fa seccare qualche ramo per farne fiorire qualcuno in meno. I ciliegi, nel tentativo di sopravvivere, ritirano l'acqua dai frutti che restano appesi e raggrinziti, bordeaux e secchi come prugnette.
Ieri abbiamo rinfoltito la pacciamatura alle piante del frutteto e dell'orto e poi abbiamo caricato una piccola cisterna sul carretto e siamo andati ad annaffiare i giovani meli, nel tentativo di salvarli da questo caldo torrido.
Mi viene in mente quando, uscendo di casa, mio padre mi diceva "attenta che piove" e quanto mi faccia incazzare questa sua premura. Attenta a cosa? All'elemento maggiormente presente nel mio organismo, alle strade che vengono lavate da smog e piscio di cane, alle piante che bevono? Pfui!
La fobia cittadina che abbiamo di ripararci con ombrelli e impermeabili anche per poche gocce...
Diamo per scontata l'acqua perché abbiamo il privilegio di aprire un rubinetto per averla a disposizione e siamo così stupidi da temerla, quando viviamo in città, lontani da quelle che sono le leggi naturali. 
Basterebbe un breve periodo di vita trascorso a contatto con la Terra per comprendere molto.
Penso al mio amico Luca. Qualche anno fa, una sera estiva, eravamo in casa e abbiamo sentito il vento alzarsi e i tuoni ruggire. Ci siamo guardati e ci siamo detti "sta per scendere un acquazzone, andiamo a prendercelo!".
È con questa gioia che dovremmo accogliere la pioggia, la vita. 

Un mare di Lavanda

Questo impianto di lavanda è stato posato 25 anni fa. Le piante sono enormi cespugli pieni di rami carichi di fiori. Tra questi centinaia di bombi e api lavorano instancabilmente impollinando i fiori.
Il mio compito principale qui è prendermi cura della lavanda eliminando le infestanti. Me ne sto accucciata, sotto il sole, tra i filari e il vento, estirpando le erbacce con le mani. Sento la lavanda, entro in comunicazione con lei e le chiedo se vuole che le levi di torno un fiore o un arbustino o se desidera che le tolga un ramo secco che non riesce più a nutrire.

Da bambina odiavo la lavanda. Se c'era un mercato con uno stand che vendeva solo questa, io cambiavo marciapiede o passavo il più distante possibile. Oggi la tocco, la respiro, la curo, mi ci stendo in mezzo. Cosa è cambiato? Ho capito che la lavanda serve a tutto, che è una pianta regina tra le essenze, che il suo olio essenziale cura un'infinità di problemi. Poche informazioni e un breve periodo a contatto con la pianta mi hanno fatto cambiare opinione su di lei e il suo odore, prima insopportabile, ora è un profumo.

wwoof wwoof!

Inizia a Sarsina la mia estate di wwoofing. Non sapete cos’è wwoof? Questo è il link dove potete scoprirlo http://wwoof.it/it/
Sono ospite di una ditta che si occupa di permacultura e di distillazione di olii essenziali. 
Ci sono due zone nella proprietà, una dove si trova l’abitazione del titolare e della sua compagna, attorno alla quale c’è l’orto domestico, l’impianto di lavanda e il frutteto. Poi c’è la zona più boschiva, dove regnano querce, cinghiali e caprioli. Qui in mezzo c’è la casa in pietra dove alloggerò per due settimane. La casa è deliziosa, inutile spendere troppe parole a riguardo, perché potete vederlo nelle fotografie.
Ci sono molte cose da fare: la cura dell’orto, la pulizia della lavanda, la pacciamatura delle piante, la raccolta della frutta, più un sacco di attività occasionali… si dà una mano quando serve, dove serve. Tutto viene coltivato secondo i metodi della permacultura, quindi non è raro imbattersi in piante vecchie ben 25 anni! 
Massimo e Francesca sono due ottime persone: sono super gentili e disponibili e hanno un sacco di pazienza a mettersi a spiegarmi qualsiasi cosa. Inizio la mia esperienza in permacultura con loro, da perfetta principiante, quindi, ogni volta, all’inizio di un lavoro mi viene spiegato tutto quel mi serve per svolgerlo. E imparare è davvero un piacere: guardo con occhi ingenui ogni pianta, ogni procedura e assorbo, rielaboro… Ogni attività, che sia la raccolta della frutta o la pulizia della lavanda, si accompagna di una nuova prospettiva su quella che è la natura, lo spazio, il tempo, il rapporto tra l’uomo e il territorio. È meditazione ad occhi aperti, è scavare nella profondità di se’ stessi mentre si svolge un servizio alle piante, alla Terra. È comprensione, è un nuovo stadio di consapevolezza.
Resterò qui appena due settimane e già mi sto pentendo di non aver optato per un periodo più lungo, perché mi trovo davvero a mio agio qui, ma l’estate è corta e mi son messa in testa di fare mille cose, quindi mi godo ogni momento vivendolo il più a fondo possibile, fotografando, condividendo.

Con quante cose si fanno i conti preparandosi a mettersi in viaggio!

Finito di pensare a quanto mi serve per la sopravvivenza, perché in certi posti non avrò acqua corrente o fogna e altri comfort che diamo per scontati -anche se mi sono garantita l'elettricità- la prima cosa che ho messo in valigia è il personal business model canvas.

Parto con idee precise anche se visionarie, portando con me la mia esperienza, ma lasciamdo tanto spazio al nuovo. Non me ne vado come una fichettona allo sbando, ma come il professionista ibrido che ho costruito nel tempo. Vado a lavorare nelle aziende agricole ma resto nel settore della comunicazione, metto in borsa mac e il router portatile con cesoie, guanti e una moleskine per segnare i metodi di coltivazione di ciascuna pianta e le sue proprietà curative, libri sull'ayurveda e kindle con ebook di marketing. Cerco il punto di contatto tra la società dell'informazione e un mondo sostenibile, cerco armonia in apparenti contrasti, integrazione, unità. Così ora ha un senso l'ambizione che mi ha guidato attraverso cinque anni di crisi e di conti con me stessa, ora ha un senso l'aver fatto l'iscrizione all'università a 28 anni, quando già avevo un mestiere che svolgevo da 9, ha un senso l'aver voluto puntare a un lavoro in uno dei centri di eccellenza che abbiamo a Trieste, lavoro che posso svolgere da ovunque e che ora mi dà la possibilità di spostarmi con un reddito garantito. Almeno per cominciare, perché molto raccoglieró per strada, forse tanto perderó, tutto cambierà e forse andrà a puttane se non saró all'altezza dell'opportunità che ho chiesto e che ho ricevuto.

Ora è il momento di fare quel cambiamento di cui ho sentito il bisogno nel 2011: smetterla di fare comunicazione per vendere alle persone ciò di cui non hanno necessità, ma usare i media per una rivoluzione culturale nella quale siamo già dentro, anche se non tutti ne siamo consapevoli o direttamente coinvolti. In tutti questi anni mi sono preparata a questo momento e mi presto a partire sapendo che arriveranno momenti difficili, momenti di solitudine, ma è tutto leggero come l'aria e fluido come l'acqua. Sorrido e ringrazio.

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