Quarta Luna, settimo giorno

"I tuoi occhi possono vedere il mondo che ti circonda e farti percepire la Bellezza della Creazione. I tuoi occhi possono piangere lacrime che servono a pulire e a guarire le ferite. I tuoi occhi hanno il compito di vedere tutto ciò che Yeodaze, Madre Terra, pone sul tuo cammino, affinché queste cose possano essere registrate come ricordi del tuo passaggio su questo Cammino. Sì, i tuoi occhi ci possono insegnare la Verità in molti modi.
I tuoi occhi possono svelare agli altri i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti, poiché sono le aperture sull'Orenda, L'Essenza spirituale. Un giorno troverai un guerriero con cui trascorrere la vita. Quel giorno sarai in grado di guardarlo negli occhi e vederlo con il cuore. Attraverso i suoi occhi, le aperture sulla sua Orenda, potrai sapere se il suo spirito potrà ospitarti e e se il suo cuore sarà puro. Quando guardi nei suoi occhi, cerca la verità della sua natura.
Se distoglie lo sguardo, significa che non è abbastanza forte per ospitare il tuo amore per lui. Se ti guarda dritto negli occhi lasciando che il tuo cuore si colleghi, aggiungendo la propria forza alla tua, allora saprai che si tratta di un uomo coraggioso, degno di condividere il tuo Cammino sulla Terra."

Ti guardo Terra mia, aprendo le ferite sulla mia Roccia del Pianto. Cerco il confine del mare e lentamente prendo congedo. Un'altra volta mi respingi come una madre che non desidera sua figlia e io soffro terribilmente del dovermi staccare da te. Tu non vuoi che i miei semi mettano qui radici. Mi rigetti e io lavo le mie ferite qui, sotto gli occhi di Padre Cielo, perché la guarigione che invoco giunga in fretta.

Beh, almeno la menta so che c’è!!

Ho ripreso i lavori nel mio orto da qualche settimana. Sono ancora alle prese con i cinghiali che trovano sempre come entrare e con i vicini idioti che lasciano buchi nella parte di rete comune e non si sbrigano a recintare il loro pezzo di terra. Così, la maggior parte delle volte, lavoro alla recinzione e per rimettere terra sulle radici che i cinghiali scoprono alla ricerca di vermi.
L’elicriso, l’issopo, la maggiorana ed il timo sono quelli più esposti alle zampacce dei maiali, mentre il rosmarino, la lavanda, la malva e la salvia se la cavano piuttosto bene. Le prime stanno dando segno si rinascita dopo l’inverno, ma se continuano ad essere sradicate, non credo che ce la potranno fare. Ho tante altre piantine in semenzaio: stanno germinando l’iperico, l’ocra, il bietolone rosso, il tabacco, la monarda, la perilla e timidamente inizia a spuntare la basella.
Vedremo nelle prossime settimane l’evoluzione, per il momento, so che sulla menta spontanea posso contarci!!

My Bike is My Psichiatrist

Oggi pedalo da sola perché la squadra è impegnata in una Randonneé.
Sono distrutta dai lavori in orto di ieri, quando ho rigirato tutta la terra con la zappa per preparare lo spazio per le nuove piantine che stanno germinando in semenzaio. Così esco per un giro senza pretese: faccio colazione, lascio i capelli così come sono -perché tanto ormai ho le stesse trecce da venerdì mattina- e parto sulla Anonimous facendo uscire da sotto al casco un groviglio di dread, capelli sciolti e trecce che chissenefregatantocipensopoiquandolilavo.
Da quando pedalo, i capelli che escono dal casco sono per me un motivo di orgoglio femminile. Probabilmente è un pensiero che vive solo nella mia testa, ma mi piace l'idea di mantenere quell'aspetto della mia femminilità in un momento in cui spingo sui pedali sudando a bestia, puzzando, sputando e soffiandomi il naso "alla ciclista", perché mi immagino qualcuno vedermi da lontano e scambiarmi per un uomo, per poi accorgersi, quando mi è vicino che no, quella bestia in realtà è una donna (tutto nella mia testa eh...).
Fatto sta, che oggi sono alla fine della Costiera e mi si affianca il Prof. (per chi non è dell'ambiente, il Prof. è uno dei pionieri dello scatto fisso, grazie al quale si è creato il movimento a Trieste, per cui personaggio noto a chiunque pedali fisso in città e oltre ndr.) e mi chiede "Di dove sei? Where are you from?" "Ciao, son de qua, de Rojan!" "Ah, ma va in mona, pensavo che te ieri un'austriaca e me domandavo cosa ghe fa qua un'austriaca che pedala in fissa" "No, no, no te vedi che questo xe el telaio dei URSUS? Sto anno comincio a correr con lori!" "Eh sì infatti..."
Uno scambio di battute non particolarmente significativo, ma che mi fa pensare a due cose: la prima è che più costa la bici che hai sotto al culo e più gente ti saluta per strada. E su questo non mi soffermo. Seconda: sono felice di non sembrare a colpo d'occhio italiana. E questo mi ha portato ad un flusso di coscienza durato per i successivi 20 km. 
Io, come tutti i triestini, ho un rapporto di amore ed odio verso la mia città, il che mi porta a fare spesso la pendolare, a spostarmi per alcuni periodi e poi rientrare quando mi manca l'aria di casa... ma di questo sono particolarmente orgogliosa: la zona geografica, la posizione sul mare, il punto di confine tra est e ovest, rendono il sangue della gente del posto un miscuglio ed è questa la mia identità e la mia forza.
Il mio essere ibrida e sapermi giostrare tra situazioni completamente differenti crea un certo disagio negli altri, i quali mi accusano di non essere capace di stare ferma e di fissarmi in un posto o su un'idea. Dicono che devo scegliere da che parte stare e poi non voltarmi indietro. Ma che vogliono da me? Giudicarmi? Per quel che mi interessa possono continuare a farlo. Ritengo il giudizio un male profondamente radicato e da evitarsi ogni volta sia possibile perché ogni essere umano ha la sua dignità di esistere così com'è e perché vale la regola "walk a mile in my shoes" per cui non si può avere la percezione del vissuto di una certa persona in un certo momento e non si può metter bocca sulle sue decisioni.
Questo è il mio sangue, la mia identità e le stelle del mio cielo di nascita lo confermano, avendomi dato un segno di fuoco ed un ascendente d'acqua. Sono capace di andare in mtb come in fissa, di fare l'orto e vivere da sola in mezzo a un bosco con gli animali, così come di lavorare e vivere in città occupandomi di marketing, di fare la grafica come la fotografa, di avere i dread come i giamaicani e intrecciarmi i capelli come gli indiani d'America e praticare Yoga e Ayurveda come gli indiani dell'India, di essere gentile e disponibile con le persone ma drastica e risoluta a eliminare chi non mi porta rispetto o mi appesantisce.  
Questo è andare in bici: fare una seduta dal migliore psichiatra del mondo, perché solo nel momento in cui inizio a spingere sui pedali, la linea bianca della mia strada si raddrizza e tutto quello che fa parte della mia vita si mette in equilibrio su due ruote per raggiungere il massimo sforzo e la massima velocità possibili secondo le mie condizioni in quel momento.
Sunday ride.

La nuova fissa

Oh sì, questa sono io nell'officina di Christian mentre preparo la mia nuova fissa da gara. Hai letto bene: durante questa stagione debutterò negli URSUS fxd come agonista.
Me la faccio sotto solo all'idea, perché non mi sono mai cimentata nelle gare sportive e per l'insicurezza che deriva dall'aver imparato a pedalare appena a 28 anni ed aver dedicato gli ultimi 12 mesi all'agricoltura senza essermi allenata... 
"Sulla strada dove non vuoi camminare oggi, dovrai correre domani" lo diceva il nonno di un mio compagno di università e gli dò ragione... nell'ultimo anno, ciclisticamente parlando, ho cazzeggiato di brutto ed ora, per recuperare, devo farmi due gambe così.... ma va bene, perché l'entusiasmo c'è e la bici pure!
Quindi grazie agli amici che mi stanno dando una mano per buttarmi in questa nuova sfida e allo sponsor Anonimous per il telaio, ci si vede alle tappe del Project Fixed! Che cos'è? Ecco il link, l'ho googlato io per te! 

Ritorno in mtb

Dopo mesi e mesi senza pedalare, oggi finalmente riprendo la mia adorata mtb e i giri nei miei boschi. La gamba è un po' fiacca. Devo dire che sarà una ripresa graduale e duretta, ma sono così felice da commuovermi.
Nei mesi passati, nel maso dove ho abitato, le condizioni di vita, l'impedabilità del terreno e la scarsità d'acqua mi hanno impedito di spendere del tempo in bicicletta. La sofferenza è stata enorme, l'umore è precipitato molto in basso e il fisico ne ha risentito accumulando tossine ed acqua. Sono tornata gonfia come un pallone.
Fortunatamente ho avuto l'idea di mettermi a dieta strettissima, quasi a digiuno, per una settimana e poi ho ripreso con lo yoga e un'alimentazione molto controllata.
Volià, di nuovo in sella, di nuovo col sorriso in faccia.

La Ruota di Medicina - Terza Luna. Valuta la Verità.

Valuta la Verità è la Madre Clan associata al Terzo Ciclo Lunare.
 È l'equa giudice dei diritti umani la Custode dell'Equità e la Guardiana della Giustizia. È la Distruttrice dell'Inganno.
Non giudica le nostre azioni assegnando punizioni, ci insegna i Principi della Legge Divina. Le azioni che intraprendiamo sono frutto delle nostre decisioni: se decidiamo consapevolmente di fare del male a qualcuno, abbiamo anche deciso inconsapevolmente di ricevere la lezione connessa al nuocere agli altri. Siamo noi, trovando ed accettando la verità delle nostre azioni, a decidere per che cosa impareremo per fare ammenda dell'aver seguito un sentiero tortuoso.
Valuta la Verità è la Madre Protettrice degli Sconfitti. Non è influenzata da opinioni personali,  vede con chiarezza tutte le sfaccettature di ogni situazione e non può essere ingannata da mezze verità. Pretende che la giustizia e l'equità siano applicate ad ogni forma di vita della Creazione. 
Valuta la Verità è Madre dell'Autodeterminazione e della Responsabilità. Ci insegna che è importante assumere nuove responsabilità per poter sviluppare la nostra autodeterminazione e comprendere di valutare tutti gli aspetti di una situazione per determinare la verità. Quando ci autodeterminiamo accettiamo la verità di ciò che ci dà gioia e non restiamo confusi o influenzati da quello che gli altri si aspettano da noi.
Valuta la Verità ci insegna a trovare la capacità di reagire e  a nutrire ciò che è positivo e non ciò che è negativo, usando la Legge Divina. A usare l'eguaglianza con giustizia, essendo affidabili nelle nostre azioni e nelle nostre parole. Ci insegna ad usare la nostra integrità personale, l'etica e i valori per trovare soluzioni di guarigione. Ci insegna non che dobbiamo focalizzarci su ciò che è fragile in noi, ma su ciò che è forte e giusto. 
La Legge Divina ci mostra che il principio di causa-effetto governa il nostro universo fatto di polarità. Se alimentiamo il negativo con la critica, nutriamo il lato ombra della nostra natura. Quando elogiamo e premiamo le azioni e lo sforzo per sviluppare i nostri talenti, allora espandiamo la nostra forza spirituale.

 

La Ruota di Medicina - Seconda Luna. Custode della Saggezza.

Custode della Saggezza è la Madre Clan del Secondo Ciclo Lunare ed è la storica di tutti gli Archivi della Terra. È la Custode delle Biblioteche di Pietra, la Protettrice delle Tradizioni Sacre e la Guardiana del Ricordare e della Memoria Planetaria. Ci insegna a sviluppare il Se' attraverso l'onorare la Verità in tutte le cose. Il suo mese è febbraio e il grigio è il colore che ci connette al suo ciclo lunare e alla sua Medicina. Ci insegna le arti dell'Autosviluppo e dell'Autoespansione; come avere accesso alla Memoria Planetaria, al ricordo personale, all'antica saggezza e conoscenza; come comprendere la saggezza che ogni forma di vita contiene e i suoi compiti.

"Custode della Saggezza fino a quel momento non aveva mai incontrato un fiocco di neve parlante. Curiosa, la Custode degli Archivi della Terra sentì il bisogno di porre a Tela di Ghiaccio un mucchio di domande per scoprire il ruolo che il Grande Mistero aveva assegnato alle Creature dell'Inverno. "Che straordinaria missione è la tua, Tela di Ghiaccio. Dimmi come la tua Medicina assiste la Famiglia Planetaria, così che io possa conservare questa conoscenza per le Creature a Due Gambe. "
"Lo farò, Custode della Saggezza. Devi memorizzare lo scopo della mia presenza in Natura così che ogni Creatura della Terra sappia come i suoi sogni possono aiutare la crescita dell'intera Famiglia Planetaria. Madre, ogni Creatura della Terra ha sentimenti e sogni secondo il suo posto nel disegno e nell'equilibrio della Natura. Quando sono uniti, tutti quei sogni ed emozioni costituiscono l'insieme dei loro bisogni. I fiocchi di neve sono i messaggeri di quei bisogni perché il nostro corpo conserva le tracce di ogni sogno individuale. Quando Nonno Sole scioglie i nostri corpi e diventiamo acqua, i sentimenti dei sogni raccolti sono riversati nel suolo di Madre Terra, e la informano dei più profondi desideri delle sue creature."
[...]
"Ora capisci perché le forme della Tribù dei Fiocchi di Neve sono così importanti. A causa delle esperienze mutevoli della vita, le Creature della Terra provano ogni giorno nuovi sentimenti. Quello che desiderano per la loro vita è tradotto nella Ruota di Medicina di un singolo Fiocco di Neve che raggiungerà il cuore di Madre Terra dopo essersi sciolto. Durate le Lune Verdi e Gialle quegli stessi sentimenti sono trasformati in gocce di pioggia, perché quelle sono stagioni mature per la crescita dei sogni. Noi siamo i messaggeri delle Lune Bianche, perché i sogni devono esser cristallizzati fino a quando si conclude la stagione del riposo e della riflessione. Poi, durante le Lune del Tepore, le nostre forme gelate di sogni e visioni possono fondersi ed essere rilasciate nella Terra.
Ogni Fiocco di Neve conserva la tela delle lezioni di vita tessute da ogni Creatura della Terra. Ogni membro del nostro Clan riflette un aspetto individuale della Tela della Vita sognata da qualcuno che vive sul Pianeta. Ogni forma di vita nella Creazione è parte del Tutto, ma individualmente ognuno vede la vita secondo il suo Sacro Punto di Vista. I sogni che insegnano a ciascuno a vivere la vita, attraverso il fare delle scelte, provengono dallo Spazio Sacro e dal Sacro Punto di Vista di quella persona.""

Da "Le Tredici Madri Clan delle Origini" di Jamie Sams

Conosci te stesso. I Curanderos dell’Anima. Mamani

Per sapere dove vai, devi prima sapere chi sei e poi esserlo. Ricordati sempre: devi essere te stesso, non cercare si essere un altro. Spesso vaghiamo raccogliendopezzi dell’esistenza di altre persone e ci identifichiamo con loro; ci creiamo un abbigliamento per presentarci davanti agli altri. Forse hai adottato la forma particolare di tuo zio, quella di sederti di tuo nonno, il modo di camminare di tuo padre; esprimi la rabbia o la paura come tua madre e lavori come i tuoi maestri o i tuoi amici. [...] Tutti quelli che incontri sul tuo cammino hanno qualcosa da mostrarti, ma se prendi una parte di ognuno di loro, in realtà ti stai vestendo con degli stracci, non con un indumento fatto per te. Così, indossando un abito che non è il tuo, diventi falso e sarai infelice. Solo quando ti sarai conosciuto bene e ti sarai accettato dirai: Madre Natura mi ha regalato un sesso, questo colore di pelle, un corpo che mi trasporta dove voglio e io la ringrazio di questo dono.

I Curanderos dell’ Anima H. H. Mamani

La Ruota di Medicina - Prima Luna. Parla con le relazioni.

Nella tradizione dei nativi americani, il tempo è scandito dalle fasi lunari. Osservando il succedersi dei cicli della Luna e delle stagioni, queste popolazioni antiche osservarono che ciascuna stagione si riproponeva ogni tredici lune. Il calendario degli
Indiani del Nord, originariamente, era la corazza di una tartaruga. Su questa erano impressi i tredici mesi dell'anno circondati da una cornice che, nella tradizione indiana, rappresenta il Cerchio Sacro o Ruota di Medicina.  Il Cerchio Sacro rappresenta l'unità tra tutti gli esseri viventi e il tragitto che Madre Terra compie annualmente attorno a Nonno Sole.
I tredici cicli della Luna che si susseguono durante l'anno diedero origine alle leggende sulle Tredici Madri dei Clan, che rappresentano le doti e le abilità che l'umanità può sviluppare durante il proprio cammino sulla Terra. Ciascun essere umano, per vivere in armonia con tutte le forme di vita, dovrebbe apprendere le lezioni sullo sviluppo del potenziale umano che ciascuna Madre propone. 

La prima luna dell'anno è associata a Parla con le Relazioni, la Madre della Natura e della Famiglia Planetaria, Custode del ritmo e dei bisogni della Terra, delle Stagioni e del Tempo atmosferico, Guardiana dei linguaggi degli Alberi, delle Pietre e delle Creature. 
La Madre del primo ciclo lunare è la Custode dell'apprendimento della Verità. La comprensione del significato di questa Luna va ricercata nella consanguineità tra tutte le forme di vita, nei gradi di parentela che legano l'intera Famiglia Planetaria: tutte le forme di vita sono nostre sorelle e fratelli; nostra Madre è la Terra, nostro Padre è il Cielo, nostra Nonna è la Luna, nostro Nonno è il Sole.
Parla con le Relazioni è l'aspetto di Madre Terra che che contiene la volontà di apprendere e di comprendere ogni forma di vita o area della Terra. Ciascuna forma di vita cela una verità, così come mostra una somiglianza ad ogni altra forma di vita. La capacità di vedere ciò ci permette di trarre un insegnamento dalla bellezza e dai talenti di ognuna delle Creature della Terra e ci insegna altresì a comprendere che ogni creatura ha i suoi ritmi ed il suo Spazio Sacro, per entrare nel quale dobbiamo essere profondamente rispettosi.

Da "Le Tredici Madri Clan delle Origini" di Jamie Sams

Fierucola

Siete mai stati alla Fierucola a Firenze? È un mercato dell'autoproduzione che si tiene in Piazza Santo Spirito. Io ci sono stata la prima volta il 17 settembre e me ne sono innamorata! Tantissimi fierucolanti, tutti diversi, ognuno con il suo prodotto... uno spettacolo emozionante! Per fortuna avevo portato con me la macchina fotografica! 

Akashiso - Come si fa il succo di Perilla?

La Perilla è una pianta conosciuta per le sue proprietà antiossidanti, immunostimolanti ed antiallergiche. È una pianta commestibile molto versatile: la si può mangiare cruda in insalata, la si può sbollentare per farne frittate o condimenti per la pasta, metterla nella minestra, oppure, se ne può fare un ottimo succo.
Ecco come preparalo.

Ingredienti:

  • 1 litro d'acqua
  • 300 grammi di Perilla (rossa)
  • 400 grammi di zucchero
  • 200 ml di aceto di mele bio

Procedura:
Far bollire l'acqua  e le foglie di Perilla in una pentola capiente. Quando si raggiunge il bollore, mantenerlo per 5 minuti.
Togliere dal fuoco, estrarre e strizzare le foglie.
Si aggiunge lo zucchero e si fa bollire per ancora qualche minuto.
Mettere poi il succo in bottigliette di vetro che si faranno bollire. In questo modo si creerà il sottovuoto che permetterà di conservare l'Akashiso a lungo.

Ne volete sapere di più? Ecco il link al sito di Sofia e Paolo http://www.pianteinnovative.it/perilla-fruttescens-3/

Piante Innovative

La terza tappa del mio viaggio come wwofer attraverso l'Italia mi ha portato in Toscana, a Palaia. Sono stata a trovare Sofia e Paolo, due ragazzi giovanissimi, custodi di una vastissima conoscenza sulle piante edibili e sulle varietà antiche di ortaggi. Svolgono anche un'attività tanto nobile quanto importante per il futuro di tutta la Terra: sono infatti seed savers. Da loro ho avuto occasione di vedere come si fa a raccogliere e conservare i semi, questa pratica è importante, perché la conoscenza della pianta e del suo sviluppo attraverso le stagioni permette di operare delle scelte riguardo le linee genetiche da portare avanti di anno in anno, migliorando ad ogni raccolto i prodotti delle proprie coltivazioni, ma è importante anche perché permette di svicolarsi dalle scelte di semi imposte dal mercato.
Sofia e Paolo sono anche divulgatori di conoscenza, hanno pubblicato due libri ed aggiornano costantemente il loro sito e le loro pagine sui social. Se siete curiosi di conoscerli, seguite questo link Ho fatto diverse esperienza da loro, ve le racconterò nei prossimi post.

Ritorni

Due amici yogi, incontrati ieri, mi hanno detto che sono ritornata da questi primi giri radiosa e che nei miei occhi c'è una luce che qualche mese fa non avevo. Avrei dovuto essere di nuovo su un treno a quest'ora, diretta in Toscana per un corso di permacultura che ho dovuto far saltare, quindi ora mi ritrovo a Trieste per tre settimane. Mi chiedo se il malessere e la negatività della città mi intossicheranno di nuovo e quanto ci metteranno... ho i miei rifugi, nei boschi, nell'orto che ha sentito la mancanza delle mie cure.

Nonostante tutto il male della mia città, ho deciso di legarmi di nuovo ad essa, proponendo al mio capo di mandarmi a fare formazione a Milano per un nuovo incarico (preferibilmente da seguire da remoto come sto facendo ora), ma non solo...
Indovinate chi inizia il percorso per diventare operatore ayurvedico?
Eh già... almeno un weekend al mese sarò qui, sperando di restare per lo più nomade con lo zaino in spalla, ma con una base alla quale ritornare.

La raccolta della Lavanda

Infine la raccogliemmo la Lavanda, al mattino presto, lavorando tutti assieme. Ragazzi venuti lì apposta, vicini accorsi in aiuto. E si è chiuso un ciclo, con la distillazione della sua preziosa essenza.

Dolomiti bellunesi

Per un po' sulle Dolomiti sono andata e, nel giro di una settimana, sono scappata.

Siccità

Qui la siccità è una faccenda molto seria. Te ne rendi conto quando versi un po' d'acqua a terra (stavo facendo il bucato) e subito api e vespe arrivano per bere.
La terra è dura e anche la lavanda, che è una pianta resistente e poco avezza alle cure, fa seccare qualche ramo per farne fiorire qualcuno in meno. I ciliegi, nel tentativo di sopravvivere, ritirano l'acqua dai frutti che restano appesi e raggrinziti, bordeaux e secchi come prugnette.
Ieri abbiamo rinfoltito la pacciamatura alle piante del frutteto e dell'orto e poi abbiamo caricato una piccola cisterna sul carretto e siamo andati ad annaffiare i giovani meli, nel tentativo di salvarli da questo caldo torrido.
Mi viene in mente quando, uscendo di casa, mio padre mi diceva "attenta che piove" e quanto mi faccia incazzare questa sua premura. Attenta a cosa? All'elemento maggiormente presente nel mio organismo, alle strade che vengono lavate da smog e piscio di cane, alle piante che bevono? Pfui!
La fobia cittadina che abbiamo di ripararci con ombrelli e impermeabili anche per poche gocce...
Diamo per scontata l'acqua perché abbiamo il privilegio di aprire un rubinetto per averla a disposizione e siamo così stupidi da temerla, quando viviamo in città, lontani da quelle che sono le leggi naturali. 
Basterebbe un breve periodo di vita trascorso a contatto con la Terra per comprendere molto.
Penso al mio amico Luca. Qualche anno fa, una sera estiva, eravamo in casa e abbiamo sentito il vento alzarsi e i tuoni ruggire. Ci siamo guardati e ci siamo detti "sta per scendere un acquazzone, andiamo a prendercelo!".
È con questa gioia che dovremmo accogliere la pioggia, la vita. 

Un mare di Lavanda

Questo impianto di lavanda è stato posato 25 anni fa. Le piante sono enormi cespugli pieni di rami carichi di fiori. Tra questi centinaia di bombi e api lavorano instancabilmente impollinando i fiori.
Il mio compito principale qui è prendermi cura della lavanda eliminando le infestanti. Me ne sto accucciata, sotto il sole, tra i filari e il vento, estirpando le erbacce con le mani. Sento la lavanda, entro in comunicazione con lei e le chiedo se vuole che le levi di torno un fiore o un arbustino o se desidera che le tolga un ramo secco che non riesce più a nutrire.

Da bambina odiavo la lavanda. Se c'era un mercato con uno stand che vendeva solo questa, io cambiavo marciapiede o passavo il più distante possibile. Oggi la tocco, la respiro, la curo, mi ci stendo in mezzo. Cosa è cambiato? Ho capito che la lavanda serve a tutto, che è una pianta regina tra le essenze, che il suo olio essenziale cura un'infinità di problemi. Poche informazioni e un breve periodo a contatto con la pianta mi hanno fatto cambiare opinione su di lei e il suo odore, prima insopportabile, ora è un profumo.

wwoof wwoof!

Inizia a Sarsina la mia estate di wwoofing. Non sapete cos’è wwoof? Questo è il link dove potete scoprirlo http://wwoof.it/it/
Sono ospite di una ditta che si occupa di permacultura e di distillazione di olii essenziali. 
Ci sono due zone nella proprietà, una dove si trova l’abitazione del titolare e della sua compagna, attorno alla quale c’è l’orto domestico, l’impianto di lavanda e il frutteto. Poi c’è la zona più boschiva, dove regnano querce, cinghiali e caprioli. Qui in mezzo c’è la casa in pietra dove alloggerò per due settimane. La casa è deliziosa, inutile spendere troppe parole a riguardo, perché potete vederlo nelle fotografie.
Ci sono molte cose da fare: la cura dell’orto, la pulizia della lavanda, la pacciamatura delle piante, la raccolta della frutta, più un sacco di attività occasionali… si dà una mano quando serve, dove serve. Tutto viene coltivato secondo i metodi della permacultura, quindi non è raro imbattersi in piante vecchie ben 25 anni! 
Massimo e Francesca sono due ottime persone: sono super gentili e disponibili e hanno un sacco di pazienza a mettersi a spiegarmi qualsiasi cosa. Inizio la mia esperienza in permacultura con loro, da perfetta principiante, quindi, ogni volta, all’inizio di un lavoro mi viene spiegato tutto quel mi serve per svolgerlo. E imparare è davvero un piacere: guardo con occhi ingenui ogni pianta, ogni procedura e assorbo, rielaboro… Ogni attività, che sia la raccolta della frutta o la pulizia della lavanda, si accompagna di una nuova prospettiva su quella che è la natura, lo spazio, il tempo, il rapporto tra l’uomo e il territorio. È meditazione ad occhi aperti, è scavare nella profondità di se’ stessi mentre si svolge un servizio alle piante, alla Terra. È comprensione, è un nuovo stadio di consapevolezza.
Resterò qui appena due settimane e già mi sto pentendo di non aver optato per un periodo più lungo, perché mi trovo davvero a mio agio qui, ma l’estate è corta e mi son messa in testa di fare mille cose, quindi mi godo ogni momento vivendolo il più a fondo possibile, fotografando, condividendo.

Con quante cose si fanno i conti preparandosi a mettersi in viaggio!

Finito di pensare a quanto mi serve per la sopravvivenza, perché in certi posti non avrò acqua corrente o fogna e altri comfort che diamo per scontati -anche se mi sono garantita l'elettricità- la prima cosa che ho messo in valigia è il personal business model canvas.

Parto con idee precise anche se visionarie, portando con me la mia esperienza, ma lasciamdo tanto spazio al nuovo. Non me ne vado come una fichettona allo sbando, ma come il professionista ibrido che ho costruito nel tempo. Vado a lavorare nelle aziende agricole ma resto nel settore della comunicazione, metto in borsa mac e il router portatile con cesoie, guanti e una moleskine per segnare i metodi di coltivazione di ciascuna pianta e le sue proprietà curative, libri sull'ayurveda e kindle con ebook di marketing. Cerco il punto di contatto tra la società dell'informazione e un mondo sostenibile, cerco armonia in apparenti contrasti, integrazione, unità. Così ora ha un senso l'ambizione che mi ha guidato attraverso cinque anni di crisi e di conti con me stessa, ora ha un senso l'aver fatto l'iscrizione all'università a 28 anni, quando già avevo un mestiere che svolgevo da 9, ha un senso l'aver voluto puntare a un lavoro in uno dei centri di eccellenza che abbiamo a Trieste, lavoro che posso svolgere da ovunque e che ora mi dà la possibilità di spostarmi con un reddito garantito. Almeno per cominciare, perché molto raccoglieró per strada, forse tanto perderó, tutto cambierà e forse andrà a puttane se non saró all'altezza dell'opportunità che ho chiesto e che ho ricevuto.

Ora è il momento di fare quel cambiamento di cui ho sentito il bisogno nel 2011: smetterla di fare comunicazione per vendere alle persone ciò di cui non hanno necessità, ma usare i media per una rivoluzione culturale nella quale siamo già dentro, anche se non tutti ne siamo consapevoli o direttamente coinvolti. In tutti questi anni mi sono preparata a questo momento e mi presto a partire sapendo che arriveranno momenti difficili, momenti di solitudine, ma è tutto leggero come l'aria e fluido come l'acqua. Sorrido e ringrazio.

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