Ritorni

Due amici yogi, incontrati ieri, mi hanno detto che sono ritornata da questi primi giri radiosa e che nei miei occhi c'è una luce che qualche mese fa non avevo. Avrei dovuto essere di nuovo su un treno a quest'ora, diretta in Toscana per un corso di permacultura che ho dovuto far saltare, quindi ora mi ritrovo a Trieste per tre settimane. Mi chiedo se il malessere e la negatività della città mi intossicheranno di nuovo e quanto ci metteranno... ho i miei rifugi, nei boschi, nell'orto che ha sentito la mancanza delle mie cure.

Nonostante tutto il male della mia città, ho deciso di legarmi di nuovo ad essa, proponendo al mio capo di mandarmi a fare formazione a Milano per un nuovo incarico (preferibilmente da seguire da remoto come sto facendo ora), ma non solo...
Indovinate chi inizia il percorso per diventare operatore ayurvedico?
Eh già... almeno un weekend al mese sarò qui, sperando di restare per lo più nomade con lo zaino in spalla, ma con una base alla quale ritornare.

La raccolta della Lavanda

Infine la raccogliemmo la Lavanda, al mattino presto, lavorando tutti assieme. Ragazzi venuti lì aposta, vicini accorsi in aiuto. E si è chiuso un ciclo, con la distillazione della sua preziosa essenza.

Dolomiti bellunesi

Per un po' sulle Dolomiti sono andata e, nel giro di una settimana, sono scappata.

Siccità

Qui la siccità è una faccenda molto seria. Te ne rendi conto quando versi un po' d'acqua a terra (stavo facendo il bucato) e subito api e vespe arrivano per bere.
La terra è dura e anche la lavanda, che è una pianta resistente e poco avezza alle cure, fa seccare qualche ramo per farne fiorire qualcuno in meno. I ciliegi, nel tentativo di sopravvivere, ritirano l'acqua dai frutti che restano appesi e raggrinziti, bordeaux e secchi come prugnette.
Ieri abbiamo rinfoltito la pacciamatura alle piante del frutteto e dell'orto e poi abbiamo caricato una piccola cisterna sul carretto e siamo andati ad annaffiare i giovani meli, nel tentativo di salvarli da questo caldo torrido.
Mi viene in mente quando, uscendo di casa, mio padre mi diceva "attenta che piove" e quanto mi faccia incazzare questa sua premura. Attenta a cosa? All'elemento maggiormente presente nel mio organismo, alle strade che vengono lavate da smog e piscio di cane, alle piante che bevono? Pfui!
La fobia cittadina che abbiamo di ripararci con ombrelli e impermeabili anche per poche gocce...
Diamo per scontata l'acqua perché abbiamo il privilegio di aprire un rubinetto per averla a disposizione e siamo così stupidi da temerla, quando viviamo in città, lontani da quelle che sono le leggi naturali. 
Basterebbe un breve periodo di vita trascorso a contatto con la Terra per comprendere molto.
Penso al mio amico Luca. Qualche anno fa, una sera estiva, eravamo in casa e abbiamo sentito il vento alzarsi e i tuoni ruggire. Ci siamo guardati e ci siamo detti "sta per scendere un acquazzone, andiamo a prendercelo!".
È con questa gioia che dovremmo accogliere la pioggia, la vita. 

Un mare di Lavanda

Questo impianto di lavanda è stato posato 25 anni fa. Le piante sono enormi cespugli pieni di rami carichi di fiori. Tra questi centinaia di bombi e api lavorano instancabilmente impollinando i fiori.
Il mio compito principale qui è prendermi cura della lavanda eliminando le infestanti. Me ne sto accucciata, sotto il sole, tra i filari e il vento, estirpando le erbacce con le mani. Sento la lavanda, entro in comunicazione con lei e le chiedo se vuole che le levi di torno un fiore o un arbustino o se desidera che le tolga un ramo secco che non riesce più a nutrire.

Da bambina odiavo la lavanda. Se c'era un mercato con uno stand che vendeva solo questa, io cambiavo marciapiede o passavo il più distante possibile. Oggi la tocco, la respiro, la curo, mi ci stendo in mezzo. Cosa è cambiato? Ho capito che la lavanda serve a tutto, che è una pianta regina tra le essenze, che il suo olio essenziale cura un'infinità di problemi. Poche informazioni e un breve periodo a contatto con la pianta mi hanno fatto cambiare opinione su di lei e il suo odore, prima insopportabile, ora è un profumo.

wwoof wwoof!

Inizia a Sarsina la mia estate di wwoofing. Non sapete cos’è wwoof? Questo è il link dove potete scoprirlo http://wwoof.it/it/
Sono ospite di una ditta che si occupa di permacultura e di distillazione di olii essenziali. 
Ci sono due zone nella proprietà, una dove si trova l’abitazione del titolare e della sua compagna, attorno alla quale c’è l’orto domestico, l’impianto di lavanda e il frutteto. Poi c’è la zona più boschiva, dove regnano querce, cinghiali e caprioli. Qui in mezzo c’è la casa in pietra dove alloggerò per due settimane. La casa è deliziosa, inutile spendere troppe parole a riguardo, perché potete vederlo nelle fotografie.
Ci sono molte cose da fare: la cura dell’orto, la pulizia della lavanda, la pacciamatura delle piante, la raccolta della frutta, più un sacco di attività occasionali… si dà una mano quando serve, dove serve. Tutto viene coltivato secondo i metodi della permacultura, quindi non è raro imbattersi in piante vecchie ben 25 anni! 
Massimo e Francesca sono due ottime persone: sono super gentili e disponibili e hanno un sacco di pazienza a mettersi a spiegarmi qualsiasi cosa. Inizio la mia esperienza in permacultura con loro, da perfetta principiante, quindi, ogni volta, all’inizio di un lavoro mi viene spiegato tutto quel mi serve per svolgerlo. E imparare è davvero un piacere: guardo con occhi ingenui ogni pianta, ogni procedura e assorbo, rielaboro… Ogni attività, che sia la raccolta della frutta o la pulizia della lavanda, si accompagna di una nuova prospettiva su quella che è la natura, lo spazio, il tempo, il rapporto tra l’uomo e il territorio. È meditazione ad occhi aperti, è scavare nella profondità di se’ stessi mentre si svolge un servizio alle piante, alla Terra. È comprensione, è un nuovo stadio di consapevolezza.
Resterò qui appena due settimane e già mi sto pentendo di non aver optato per un periodo più lungo, perché mi trovo davvero a mio agio qui, ma l’estate è corta e mi son messa in testa di fare mille cose, quindi mi godo ogni momento vivendolo il più a fondo possibile, fotografando, condividendo.

Con quante cose si fanno i conti preparandosi a mettersi in viaggio!

Finito di pensare a quanto mi serve per la sopravvivenza, perché in certi posti non avrò acqua corrente o fogna e altri comfort che diamo per scontati -anche se mi sono garantita l'elettricità- la prima cosa che ho messo in valigia è il personal business model canvas.

Parto con idee precise anche se visionarie, portando con me la mia esperienza, ma lasciamdo tanto spazio al nuovo. Non me ne vado come una fichettona allo sbando, ma come il professionista ibrido che ho costruito nel tempo. Vado a lavorare nelle aziende agricole ma resto nel settore della comunicazione, metto in borsa mac e il router portatile con cesoie, guanti e una moleskine per segnare i metodi di coltivazione di ciascuna pianta e le sue proprietà curative, libri sull'ayurveda e kindle con ebook di marketing. Cerco il punto di contatto tra la società dell'informazione e un mondo sostenibile, cerco armonia in apparenti contrasti, integrazione, unità. Così ora ha un senso l'ambizione che mi ha guidato attraverso cinque anni di crisi e di conti con me stessa, ora ha un senso l'aver fatto l'iscrizione all'università a 28 anni, quando già avevo un mestiere che svolgevo da 9, ha un senso l'aver voluto puntare a un lavoro in uno dei centri di eccellenza che abbiamo a Trieste, lavoro che posso svolgere da ovunque e che ora mi dà la possibilità di spostarmi con un reddito garantito. Almeno per cominciare, perché molto raccoglieró per strada, forse tanto perderó, tutto cambierà e forse andrà a puttane se non saró all'altezza dell'opportunità che ho chiesto e che ho ricevuto.

Ora è il momento di fare quel cambiamento di cui ho sentito il bisogno nel 2011: smetterla di fare comunicazione per vendere alle persone ciò di cui non hanno necessità, ma usare i media per una rivoluzione culturale nella quale siamo già dentro, anche se non tutti ne siamo consapevoli o direttamente coinvolti. In tutti questi anni mi sono preparata a questo momento e mi presto a partire sapendo che arriveranno momenti difficili, momenti di solitudine, ma è tutto leggero come l'aria e fluido come l'acqua. Sorrido e ringrazio.

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Location? Got it!!

I'm really excited to announce I have two photographic set in program.
This is the location for the first one!! 

It's been a long time

It's been a long time since I hadn't post anything about #mygardenjourney. April had been a very rainy month and the works in the garden had a slow progress. Now I have some new, young plants and on next crescent moon, starting today in Gemini, I'm going to plant lasts seeds.

Studying herb properties

My desk this morning is full of manuals and books and I absolutely love how it appears.
Last two weeks the weather was bad, it rained and the work in the garden got slower. But I put in the ground many plants and now, I'm studying herbs properties in phytoterapy, aromatherapy and Ayurveda to have a whole vision.

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Seven Dhatus

The plant, like the human being, and the universe itself, is similarly composed of seven Dhatus or seven plane. The juice of the plant is the plasma. The resin of the plant is its blood. The softwood is muscle. The gum is its fat. The bark is its bones. The leaves are its marrow and nerve-tissue. The flowering tree shows these tissues in their most developed state. The tree is to the plant world what the human being is to the animal kingdom. [...]
Plants similarly posses their own Ojas (the energy and love within their system). But, they can transmit Ojas when used with love. Remedies producted with love, even when not "therapeutically" sound, may work wonders. Love is the true healing force; herbs and other means are merely vehicles.

From "The Yoga of Herbs" David Frawley and Vasant Lad.

Creation is light

Plants give us the love, the nourishing power of the sun, which is the same energy of all the stars, of all light. These cosmic energies emanated by plants thus nourish, sustain and make grow our own astral body. In this way the existence of plants is a great offering, a sacrifice. They offer us not only their own nutritive value, but the very light and love from the stars, from the cosmos whose messengers they are. They bring to us the universal light so that we can enter the universal life. They exist for psycological, as well physical nourishment.
[...]
Plants exist to transmute light into life. Human being exist to transmute life into consciousness, love. [...] Plants exist to transmute light into life trough photosynthesis. the human being transmutes life into consciousness through perception.
[...]
The proper usage of a plant or herb, during which its true power is released, implies a communion with it. The plant, when we are one with it, will vitalize our nervous system and invigorate our perception. This means giving value to a plant as something sacred, as a means of communion with all nature.

From "The Yoga of Herbs" David Frawley and Vasant Lad.

Walk

Walking alone, back from the garden, while thinking "everyone should walk his path alone". Mmhh... There's A LOT ok work to do and even if I'm always training, it's really heavy. It requires to stay high motivated and think clearly. I have a project for this little piece of Mother Earth, if I feel the the energy and flow with it, the garden will bloom. Everything will happen in the right moment, teaches come when we need them the most. Time will give us the answer.

 

 

Fourth day of #mygardenjourney

I made a hole in the ground 2x2 mt, 50 cm deep. There were nettle roots everywhere, so I had to make a strong cleaning. After this oparation I put about 40 cm of sticks, branches, leaves and cortex in the hole to start fertilizing the terrain. In this place there will be a flowerbed where I'll plant herbs which loves a little shadow.

Second day of work in my garden journey

The ground had holes and it isn't at level, so we have to move a lot of land to make it horizontal