La ciclabile lungo Adige

Io che vengo da Trieste ho in mente un’immagine orribile delle piste ciclabili: o si parla di una striscia gialla dipinta a caso sul marciapiede o di un posto infernale dove nessun utente rispetta lo spazio degli altri. Ma qui… qui siamo in Trentino Alto Adige e le piste ciclabili sembrano delle autostrade per biciclette!
Il paesaggio autunnale è davvero gradevole, come la temperatura. Non so dirvi quanto la scoperta mi renda felice.

Questo è stato il mio ultimo giorno in Romagna

Certo il paesaggio mi mancherà molto e mi costa un sacco abbandonare le mie piante. D’altra parte, quando mi sono trovata di fronte a una persona che ha fatto saltare tutti gli accordi iniziali, la scelta non poteva essere diversa. Mi sono ritrovata nell’ultimo periodo a lavorare sotto il sole pur prendendo dei farmaci che mi rendono fotosensibile, trattata come una bestia, dovendomi arrangiare con passaggi e biciclette mentre avevo la febbre per raggiungere l’ospedale a fare delle visite assolutamente necessarie per capire che cosa mi stava succedendo al mio corpo.
Così mi sono organizzata per girare in po’ nei prossimi mesi, per andare in posti nuovi e in posti che già conosco. Parto senza guardarmi indietro, così come chi mi ha fatto lavorare qui non mi ha guardato in faccia quando ha provato a togliermi tutto.
Ho perso tanto, troppo qui, a partire dalla stagione in bici, ai soldi, ai rapporti con gli amici e la famiglia e alla fine anche la salute. Porto con me il rimpianto di aver dato via la mia fiducia a qualcuno che si è dimostrato un grande attore, la cui maschera s’è tolta nel corso del tempo, ma non porto con me il rancore, che in questi casi non serve perché ci penserà il Karma a bilanciare le energie.
Ora una tappa in Trentino ritornando a Trieste e poi riparto di nuovo.


Mix caldo-freddo

Sono due giorni che, finito di pranzare, mangio un po’ di gelato e bevo una tazza di the verde e non fa che venirmi in mente il “mix caldo-freddo” di Tino. Ora vi spiego.
Prima di tutto sì, è la stessa vaschetta di gelato di lunedì: ho portato la macchina a riparare e sono tre giorni che attendo notizie dall’officina. Più passa il tempo, più temo cattive notizie, più la vaschetta si avvicina al termine.
Tino è un friulano grande e grosso come una montagna che ho conosciuto lavorando al #sunsplash. Non vi parlerò ora di quanto sia stato bello lavorare in un team che anno dopo anno diventava sempre più una famiglia, ma vi dirò che per un festival del genere, il lavoro era moltissimo e lo staff doveva arrivate mesi prima ed andarsene settimane dopo per allestire e disallestire tutta l’area festa nel #parcodelrivellino
Ebbene, una sera dopo la fine del festival, quando ormai nel parco c’erano soltanto le nostre tende, io e Gabriele abbiamo preso la #spritzmobile (un pedalò dotato di damigiane sulla parte anteriore) per andare in casetta (la zona dove soggiornavano gli allestimenti) dov’era rimasto l’ultimo gabinetto funzionante.
Arrivati lì, incontriamo Tino che cammina su e giù per la cucina tutto agitato. “Che hai Tino? Tutto ok?” “Eeehhh lascia stare va’ che sto provando col mix caldo-freddo e non so più cosa fare”
Insomma... Tino stava ingurgitando the e caffè bollenti e birra e bibite ghiacciate per cagasi addosso. Preso da una costipazione mai provata prima, ha giocato il jolly.
Non ricordo se ce la fece, con me non funziona però!

#memories #ricordi #rototom #mixcaldofreddo #costipazione #crederci #osoppo #lozoppo #casetta #beitempi

Hard times

Il periodo che sto passando non è proprio facile.

Da un po’ non riesco a dormire la notte perché topi e ghiri mi fanno saltare a ogni rumore, perché dopo l’invasione del ghiro ho il terrore di ritrovarmi qualche animale nella stanza da letto.
Gli insetti sono sempre più molesti e ho collezionato una serie di punture misteriose dolorosissime che sentivo avvelenarmi il sangue. Dopo tre giorni di febbre ho visto che sono punture di pappataci e che mi hanno attaccato un virus di merda che mi ha causato, oltre alla febbre, anche l’herpes.
Ho lasciato cose che pensavo contassero moltissimo per me, quando mi sono reda conto che io non contavo niente per loro.
Portando la macchina a riparare m’è scoppiata una gomma e non sono sicura di riuscire a coprire le spese.
Sono consapevole che se non ci saranno le condizioni per rimanere qui anche l’inverno, sarò da sola per strada.
Non ho un amico nel raggio di chilometri, sono figlia di nesssuno e cittadina di nessun posto.
Detto questo, la vita qui procede, tra orti, ufficio e alberi da frutto.
Appena riavrò la macchina andrò a comprare delle bombolette di poliuretano per chiudere tutte le fessure larghe due dita che ci sono sul pavimento per evitare incursioni notturne dei roditori. Più tardi passerò l’acqua aromatica di lavanda che vedete nella tanica di slivovitz ovunque in casa per eliminare i parassiti succhiasangue. E per l’inverno sto elaborando dei piani, forse mi sposterò su altre montagne, ormai sono nomade e devo prepararmi a eliminare tutto ciò che non posso portare con me. L’unico grosso desiderio che ho è quello di riuscire ad avere presto un furgone per garantirmi di avere sempre  un posto dove dormire e farmi da mangiare. Paure della mia generazione, difficoltà di chi non ce la fa a vivere nel sistema.

 

Il mio minuscolo orticello

Finalmente le piantine del mio minuscolo orto crescono e si fanno forti. Qui ci sono il tomatillo, il tagete, la basella, la perilla, l’ocra e il tulsi. Tutti semi che arrivano da piante innovative
La stagione da queste parti è indietro e infatti, per quanto crescano a vista d’occhio, sono tutte ancora piccoline. Non vedo l’ora di vederle nel pieno del loro splendore! 
 

Tutto nasce, cresce e muore

Sabato, mentre pedalavo la Anonimous, la bici, come spesso accade, mi ha fatto una seduta psichiatrica.

Ho capito che per me pedalare non è competere. Per me la bici è un fatto assolutamente personale: è prendermi il mio tempo ed il mio spazio, farme i miei ragionamenti, farmi del bene, dormire finché non ho riposato e poi alzarmi per fare km finchè me lo permettono le gambe, fermarmi a guardare e fotografare quando mi piace il paesaggio. Come posso comparare questo con un’altra persona? E con altre 10 o 20? Non riesco a trovarne un senso. Chi è più bravo a godersi la pedalata? E se sei più forte? Beh, mi fa piacere per te... Ho voluto provare a entrare nel mondo dello scatto fisso in un momento in cui mi ero ritrasferita in città. Lì le situazioni erano diverse, potevo avere una squadra a supporto ed una certa facilità per l’allenamento, la possibilità di raggiungere il velodromo con gli altri. 

Il problema è che ora non vivo più in città e che per nulla al mondo voglio ritornare a Trieste. Quindi la fissa, in un contesto di campagna, con sali-scendi importanti e le condizioni del fondo stradale a dir poco pessime, diventa una bici che mi limita, lì dove ho bisogno di libertà. Non è più una bici che mi lega ad un contesto, ma qualcosa che mi isola e mi fa mancare qualcosa.

La fissa non va bene più per me. Ho dovuto fare questa esperienza per capirlo. Non la lascerò da un giorno all’altro, mi accompagnerà ancora nelle uscite mattutine questa estate, magari resterà sui rulli, come una costosa cyclette... È tempo di pensare ai miei bisogni e ri-sintonizzarmi con i tempi di un altro vivere, che ora è qui, nel bosco, in mezzo alle piante.

Questo weekend quindi sarò a raccogliere e distillare la lavanda, perché i bombi hanno finito di bottinare e la luna è ancora crescente. Poi penserò ad una nuova bici e credo che una gravel sia la più adatta a me in questo momento.

L’importante è ascoltarsi e capire ciò di cui di ha bisogno. Un in bocca al lupo agli @ursusfxd che correranno questo weekend. Grazie per l’esperienza che mi ha fatto meglio comprendere.


 

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Verso l’equiseto e oltre!

No dai, l’importante è non prendersi troppo sul serio. Le zucchine nell’orto del capo hanno una muffetta, così mi ha mandato a prendere una cesta di equiseto per farne un macerato. È un preparato biodinamico che verrà spruzzato sulle piante. Non so dirvi di più, perché nel mondo dei trattamenti biodinamici non ho ancora messo piede, ma credo che questo autunno ne scoprirò di più.


 

Continuo a sperimentare prodotti da forno

Questo weekend ho fatto un impasto di farro e grano duro che era durissimo da lavorare. Avevo paura di farci la pizza perché temevo di sfornare una mattonella, così ho provato con i grissini e poi ho ceduto anche a delle focacce con stracchino, funghi e zucchine. Alla fine non sono uscite dure come temevo, forse proprio grazie a tutta l’acqua contenuta negli ingredienti.
Venerdì pomeriggio sono passata al mulino a fare una scorta di farine. Qui c’è una vera passione per i grani antichi, tutti coltivati bio. Respiri l’amore per la terra e la volontà di tenere pulito il territorio, vedo l’attenzione a ciò che si introduce nel corpo come alimento. Questa mentalità mi piace moltissimo e provo ad imparare più che posso.

La domenica mattina ha il profumo del pane appena sfornato

Ieri, mentre rinvasavo le piante, stavo facendo lievitare l’impasto per il pane. Pian piano sto imparando a usare la pasta madre, anche se il risultato non è ancora perfetto perché trovo il sapore un po’ acidino. Ho usato farina di farro spelta, di riso, di grano tenero tipo 2. Tutte bio naturalmente.

Domani arriverà Eli a darci una mano con la lavanda, una donna peruviana di una forza e una determinazione incredibili, le farò trovare queste due pagnottone di benvenuto. Le altre due sono per il capo e la sua compagna e il vicino Piero.


Gratitudine

Ho come un deja vù...

Sono tre giorni che la coinquilinadimerda è tornata in patria e sono tre notti che non sento più i topi per casa.

Nel semenzaio, sono finalmente spuntate due piante delle quali avevo acquistato i semi come “sciamanici” la Pilosella e la Silene Capensis, poi il tabacco nativo e la proboscidea louisianica, che serve a proteggere le altre piante dai parassiti.

Il lavoro in ufficio è calato improvvisamente, così ora riesco a lavorare anche all’aperto e mi godo il sole e la lavanda.

Sento di nuovo la casa come un posto accogliente, del quale mi è stato chiesto di prendermi cura. Sento di nuovo la connessione con questo posto e con la natura che gli sta attorno. Provo una sensazione di gratitudine infinita per il dono che ho ricevuto, sono di nuovo focalizzata su ciò che devo fare.

Alla persona che se n’è andata è stato assegnato un animale totem che secondo i Maya può essere portatore di sventura e di morte. Credo che questo e gli eventi positivi che si sono manifestati non siano coincidenze.

Sto di nuovo bene, il mio cuore è tranquillo e sono immensamente felice.

 

 

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​Gran mattinata oggi!

Mentre me la rido perché con la Anonimous (48/17) ho raggiunto i 37km/h in piano, senza essere né in scia né in velodromo per la prima volta, una leggera pendenza mi fa  toccare i 40! Ora lo sport mattutino è passare attraverso San Piero in Bagno pestando il più forte possibile per vedere l’espressione degli operai che si lasciano scappare un “guarda che forte!”. Sono in piena, felice come solo la bici può rendermi.
Poi rientro e Piero, il vicino, è già arrivato alle 7.30. Io gli vado in contro “guarda, ti piace la mia nuova divisa?” “mi chiedevo se stava arrivando un ufo... ti ho portato un secchio di merda!” Evviva! Oggi go pure il concime per le piante dell’orto.
Mentre bagno le piante sul terrazzo davanti a casa trovo un piccolo rospo e arrivata in ufficio il nuovo computer da impostare.
Fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta: è l’atterraggio!

 

#ursusfxd #ridealone #morningtraining #pedalareallalba #anonimous #anonarmy #romagna #happiness #rideordie #mybikeismypsychiatrist #milesaremymeditation

 

Massa - Monteriolo - Tavolicci - Para - Massa

Le domeniche, quelle in cui siamo sole io e la mia mtb e partiamo senza una meta, ad esplorare il territorio.
Non abbiamo percorso nemmeno 30 km, ma abbiamo fatto 900 mt di dislivello, che sento tutti nelle gambe. E quella stanchezza soddisfatta è impagabile.

https://connect.garmin.com/modern/activity/2817899271