Mix caldo-freddo

Sono due giorni che, finito di pranzare, mangio un po’ di gelato e bevo una tazza di the verde e non fa che venirmi in mente il “mix caldo-freddo” di Tino. Ora vi spiego.
Prima di tutto sì, è la stessa vaschetta di gelato di lunedì: ho portato la macchina a riparare e sono tre giorni che attendo notizie dall’officina. Più passa il tempo, più temo cattive notizie, più la vaschetta si avvicina al termine.
Tino è un friulano grande e grosso come una montagna che ho conosciuto lavorando al #sunsplash. Non vi parlerò ora di quanto sia stato bello lavorare in un team che anno dopo anno diventava sempre più una famiglia, ma vi dirò che per un festival del genere, il lavoro era moltissimo e lo staff doveva arrivate mesi prima ed andarsene settimane dopo per allestire e disallestire tutta l’area festa nel #parcodelrivellino
Ebbene, una sera dopo la fine del festival, quando ormai nel parco c’erano soltanto le nostre tende, io e Gabriele abbiamo preso la #spritzmobile (un pedalò dotato di damigiane sulla parte anteriore) per andare in casetta (la zona dove soggiornavano gli allestimenti) dov’era rimasto l’ultimo gabinetto funzionante.
Arrivati lì, incontriamo Tino che cammina su e giù per la cucina tutto agitato. “Che hai Tino? Tutto ok?” “Eeehhh lascia stare va’ che sto provando col mix caldo-freddo e non so più cosa fare”
Insomma... Tino stava ingurgitando the e caffè bollenti e birra e bibite ghiacciate per cagasi addosso. Preso da una costipazione mai provata prima, ha giocato il jolly.
Non ricordo se ce la fece, con me non funziona però!

#memories #ricordi #rototom #mixcaldofreddo #costipazione #crederci #osoppo #lozoppo #casetta #beitempi

Hard times

Il periodo che sto passando non è proprio facile.

Da un po’ non riesco a dormire la notte perché topi e ghiri mi fanno saltare a ogni rumore, perché dopo l’invasione del ghiro ho il terrore di ritrovarmi qualche animale nella stanza da letto.
Gli insetti sono sempre più molesti e ho collezionato una serie di punture misteriose dolorosissime che sentivo avvelenarmi il sangue. Dopo tre giorni di febbre ho visto che sono punture di pappataci e che mi hanno attaccato un virus di merda che mi ha causato, oltre alla febbre, anche l’herpes.
Ho lasciato cose che pensavo contassero moltissimo per me, quando mi sono reda conto che io non contavo niente per loro.
Portando la macchina a riparare m’è scoppiata una gomma e non sono sicura di riuscire a coprire le spese.
Sono consapevole che se non ci saranno le condizioni per rimanere qui anche l’inverno, sarò da sola per strada.
Non ho un amico nel raggio di chilometri, sono figlia di nesssuno e cittadina di nessun posto.
Detto questo, la vita qui procede, tra orti, ufficio e alberi da frutto.
Appena riavrò la macchina andrò a comprare delle bombolette di poliuretano per chiudere tutte le fessure larghe due dita che ci sono sul pavimento per evitare incursioni notturne dei roditori. Più tardi passerò l’acqua aromatica di lavanda che vedete nella tanica di slivovitz ovunque in casa per eliminare i parassiti succhiasangue. E per l’inverno sto elaborando dei piani, forse mi sposterò su altre montagne, ormai sono nomade e devo prepararmi a eliminare tutto ciò che non posso portare con me. L’unico grosso desiderio che ho è quello di riuscire ad avere presto un furgone per garantirmi di avere sempre  un posto dove dormire e farmi da mangiare. Paure della mia generazione, difficoltà di chi non ce la fa a vivere nel sistema.

 

Il mio minuscolo orticello

Finalmente le piantine del mio minuscolo orto crescono e si fanno forti. Qui ci sono il tomatillo, il tagete, la basella, la perilla, l’ocra e il tulsi. Tutti semi che arrivano da piante innovative
La stagione da queste parti è indietro e infatti, per quanto crescano a vista d’occhio, sono tutte ancora piccoline. Non vedo l’ora di vederle nel pieno del loro splendore! 
 

Tutto nasce, cresce e muore

Sabato, mentre pedalavo la Anonimous, la bici, come spesso accade, mi ha fatto una seduta psichiatrica.

Ho capito che per me pedalare non è competere. Per me la bici è un fatto assolutamente personale: è prendermi il mio tempo ed il mio spazio, farme i miei ragionamenti, farmi del bene, dormire finché non ho riposato e poi alzarmi per fare km finchè me lo permettono le gambe, fermarmi a guardare e fotografare quando mi piace il paesaggio. Come posso comparare questo con un’altra persona? E con altre 10 o 20? Non riesco a trovarne un senso. Chi è più bravo a godersi la pedalata? E se sei più forte? Beh, mi fa piacere per te... Ho voluto provare a entrare nel mondo dello scatto fisso in un momento in cui mi ero ritrasferita in città. Lì le situazioni erano diverse, potevo avere una squadra a supporto ed una certa facilità per l’allenamento, la possibilità di raggiungere il velodromo con gli altri. 

Il problema è che ora non vivo più in città e che per nulla al mondo voglio ritornare a Trieste. Quindi la fissa, in un contesto di campagna, con sali-scendi importanti e le condizioni del fondo stradale a dir poco pessime, diventa una bici che mi limita, lì dove ho bisogno di libertà. Non è più una bici che mi lega ad un contesto, ma qualcosa che mi isola e mi fa mancare qualcosa.

La fissa non va bene più per me. Ho dovuto fare questa esperienza per capirlo. Non la lascerò da un giorno all’altro, mi accompagnerà ancora nelle uscite mattutine questa estate, magari resterà sui rulli, come una costosa cyclette... È tempo di pensare ai miei bisogni e ri-sintonizzarmi con i tempi di un altro vivere, che ora è qui, nel bosco, in mezzo alle piante.

Questo weekend quindi sarò a raccogliere e distillare la lavanda, perché i bombi hanno finito di bottinare e la luna è ancora crescente. Poi penserò ad una nuova bici e credo che una gravel sia la più adatta a me in questo momento.

L’importante è ascoltarsi e capire ciò di cui di ha bisogno. Un in bocca al lupo agli @ursusfxd che correranno questo weekend. Grazie per l’esperienza che mi ha fatto meglio comprendere.


 

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Verso l’equiseto e oltre!

No dai, l’importante è non prendersi troppo sul serio. Le zucchine nell’orto del capo hanno una muffetta, così mi ha mandato a prendere una cesta di equiseto per farne un macerato. È un preparato biodinamico che verrà spruzzato sulle piante. Non so dirvi di più, perché nel mondo dei trattamenti biodinamici non ho ancora messo piede, ma credo che questo autunno ne scoprirò di più.


 

Continuo a sperimentare prodotti da forno

Questo weekend ho fatto un impasto di farro e grano duro che era durissimo da lavorare. Avevo paura di farci la pizza perché temevo di sfornare una mattonella, così ho provato con i grissini e poi ho ceduto anche a delle focacce con stracchino, funghi e zucchine. Alla fine non sono uscite dure come temevo, forse proprio grazie a tutta l’acqua contenuta negli ingredienti.
Venerdì pomeriggio sono passata al mulino a fare una scorta di farine. Qui c’è una vera passione per i grani antichi, tutti coltivati bio. Respiri l’amore per la terra e la volontà di tenere pulito il territorio, vedo l’attenzione a ciò che si introduce nel corpo come alimento. Questa mentalità mi piace moltissimo e provo ad imparare più che posso.

La domenica mattina ha il profumo del pane appena sfornato

Ieri, mentre rinvasavo le piante, stavo facendo lievitare l’impasto per il pane. Pian piano sto imparando a usare la pasta madre, anche se il risultato non è ancora perfetto perché trovo il sapore un po’ acidino. Ho usato farina di farro spelta, di riso, di grano tenero tipo 2. Tutte bio naturalmente.

Domani arriverà Eli a darci una mano con la lavanda, una donna peruviana di una forza e una determinazione incredibili, le farò trovare queste due pagnottone di benvenuto. Le altre due sono per il capo e la sua compagna e il vicino Piero.


Gratitudine

Ho come un deja vù...

Sono tre giorni che la coinquilinadimerda è tornata in patria e sono tre notti che non sento più i topi per casa.

Nel semenzaio, sono finalmente spuntate due piante delle quali avevo acquistato i semi come “sciamanici” la Pilosella e la Silene Capensis, poi il tabacco nativo e la proboscidea louisianica, che serve a proteggere le altre piante dai parassiti.

Il lavoro in ufficio è calato improvvisamente, così ora riesco a lavorare anche all’aperto e mi godo il sole e la lavanda.

Sento di nuovo la casa come un posto accogliente, del quale mi è stato chiesto di prendermi cura. Sento di nuovo la connessione con questo posto e con la natura che gli sta attorno. Provo una sensazione di gratitudine infinita per il dono che ho ricevuto, sono di nuovo focalizzata su ciò che devo fare.

Alla persona che se n’è andata è stato assegnato un animale totem che secondo i Maya può essere portatore di sventura e di morte. Credo che questo e gli eventi positivi che si sono manifestati non siano coincidenze.

Sto di nuovo bene, il mio cuore è tranquillo e sono immensamente felice.

 

 

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​Gran mattinata oggi!

Mentre me la rido perché con la Anonimous (48/17) ho raggiunto i 37km/h in piano, senza essere né in scia né in velodromo per la prima volta, una leggera pendenza mi fa  toccare i 40! Ora lo sport mattutino è passare attraverso San Piero in Bagno pestando il più forte possibile per vedere l’espressione degli operai che si lasciano scappare un “guarda che forte!”. Sono in piena, felice come solo la bici può rendermi.
Poi rientro e Piero, il vicino, è già arrivato alle 7.30. Io gli vado in contro “guarda, ti piace la mia nuova divisa?” “mi chiedevo se stava arrivando un ufo... ti ho portato un secchio di merda!” Evviva! Oggi go pure il concime per le piante dell’orto.
Mentre bagno le piante sul terrazzo davanti a casa trovo un piccolo rospo e arrivata in ufficio il nuovo computer da impostare.
Fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta: è l’atterraggio!

 

#ursusfxd #ridealone #morningtraining #pedalareallalba #anonimous #anonarmy #romagna #happiness #rideordie #mybikeismypsychiatrist #milesaremymeditation

 

Massa - Monteriolo - Tavolicci - Para - Massa

Le domeniche, quelle in cui siamo sole io e la mia mtb e partiamo senza una meta, ad esplorare il territorio.
Non abbiamo percorso nemmeno 30 km, ma abbiamo fatto 900 mt di dislivello, che sento tutti nelle gambe. E quella stanchezza soddisfatta è impagabile.

https://connect.garmin.com/modern/activity/2817899271

Dire la Verità

Pochi giorni fa mi è stato detto che sono bugiarda.
Qualcuno di voi sa che sto vivendo una convivenza difficile con una persona che non conosco e non ho scelto, quindi non è amica. Questa persona per me è una fonte di stress inesauribile un po’ perché è persa a far volare gli aquiloni, un po’ tanto perché è invadente e sparpaglia le sue cose per la casa occupando gli spazi comuni, perché usa le cose e non le rimette via etc.
Le è stato chiesto, così come è stato fatto a me, di rispettare le regole della casa, ma non sempre ci riesce, anzi diciamo che di base non ci riesce mai, poi quando le si ripetono le stesse cose almeno sei vomte, inizia a capire. Quando le è stata fatta presente una di queste situazioni, lei ha negato l’evidenza e mi ha dato della bugiarda. Credetemi: ho dovuto stringere i pugni per non tirarle una sberla che il muro gliene dava un’altra e le ho gridato di andarsene fuori dai coglioni e prendere la porta.
L’integrità e la sincerità per me sono due valori fondamentali. Se le persone che vogliono entrare in contatto con me non le hanno, vengono scartate. Ne ho passate tante e non ho voglia di ritornare su certe questioni, una volta che le ho risolte.
Da più di due anni ormai lavoro su me stessa perché pensieri, parole ed azioni abbiano una corrispondenza, perché vi sia armonia e trasparenza.
Credo che questa lezione sia particolarmente adatta alla persona con la quale sono costretta a vivere in questo periodo. Chissà, magari può iniziare a lavorarci. Per lei non sarà mai troppo tardi, ma il rapporto con me, ormai se l’è fritto.

 

 

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5 o’clock in the morning

Che non è solo il titolo di una vecchia canzone, è l’orario dello spazio personale, della centratura, dell’impostazione delle intenzioni per la giornata, per la meditazione. Se poi questo lo si fa sue due ruote, si rischia di vedere il sole sorgere in sella e di sentire la libertà della strada libera dal traffico e la pace del sonno in cui tutti gli altri ancora riposano.

Alle 5 e mezza di mattina ho caricato la Anonimous in macchina e l’ho portata sull’asfalto buono... qui tocca fare così: posso uscire di casa direttamente in bici solo con la mtb, perché la strada che porta alla casa di pietra in mezzo al bosco è una strada bianca, poi un brutto pezzo di tornanti in discesa lungo una strada piena di buche dove rischio di bucare o farmi del male. Non ne vale la pena. Durante il giorno poi, ci sono sempre mille cose a cui correre dietro e sinceramente sono stufa di dover rinunciare agli allenamenti per rimcorrerle. Pedalare per me è troppo importante e da quando mi sono trasferita, percorro circa 100/150 km in meno di quanto considero il minimo della decenza per potermi permettere l’iscrizione ad una gara. Potrei essere entrata in quella fase in cui punto i piedi e decido di pedalare a ogni costo, anche se questo significa svegliarmi alle 4.30 ogni mattina. Fortunatamente, ieri ho recuperato la panda dall’officina e ora posso ricominciare a portare giù la fissa.  L’inenzione è di prendere l’abitudine di farlo quasi ogni giorno, perché davvero pedalare mi risolve un sacco di casini e mi rende una persona migliore sotto diversi aspetti.

 

Trasferita in mezzo al bosco

La vita è strana a volte. Tu fai dei programmi, decidi di stare nella tua città e dedicarti alla bici e poi ti ritrovi a vivere in una casa di pietra in mezzo al bosco.
Sì, qui ci ho già vissuto per un breve periodo la scorsa estate, ma ora sembra che mi farò qui un periodo piuttosto lungo.
 

La Ruota di Medicina - Quinta Luna. Donna che Ascolta

Donna che Ascolta è la Quinta Madre Clan, quella di Tiyoweh, il Silenzio e la Conoscenza interiore. Il colore connesso a questa Luna è il nero, che rappresenta la ricerca di una risposta. 
Nella tradizione seneca, quando una persona riesce ad entrare nel Silenzio, ella ha la capacità di realizzare la pienezza personale poiché ha avuto accesso alla vita interiore.
Per Donna che Ascolta l'armonia si trova quando ad ogni essere è consentito avere il suo Sacro punto di Vista. Ci mostra che se parliamo in continuazione non ascoltiamo e quindi blocchiamo la nostra crescita. Se mostriamo disponibilità ad ascoltare quanto ci viene detto su di noi, possiamo sviluppare un grande talento per guarire le nostre ferite.
I talenti che questa Madre Clan ci insegna nascono dalla capacità di rimanere immobili in silenzio per raccogliere al nostro interno tutte le sensazioni per formularne un concetto completo.  Ella mostra come capire se una persona dice la verità o mente ascoltando il suo modo di parlare. Ci mostra quanti esseri umani non sappiano esprimere una Verità personale perché negano i propri sentimenti per sentirsi parte di un gruppo o credersi importanti. Mostrare compassione verso chi pensa di dover mentire è un segno di maturità spirituale. Vivere nella Verità significa conoscere la luce dell'Eterna Fiamma dell'Amore.
Donna che Ascolta ascolta i nostri cuori, il nostro intento dichiarato, i nostri desideri inespressi  e le nostre necessità e fa giungere nella nostra vita i presagi, i portenti, i segni e le indicazioni.

Green AlleyFish 2018

Finalmente! Dopo settimane di briefing, riunioni, decisioni da prendere, comunicazioni da inviare, check da decidere, collaboratori da trovare, sponsor da contattare... insomma, dopo settimane davvero intense, possiamo dire con soddisfazione che anche l'edizione di quest'anno della mitica URSUS Alleyfish è andata bene.
Abbiamo fatto correre i partecipanti da un giardino all'altro di Trieste, facendogli superare prove a tema green come pelare patate, sgranare piselli e raccogliere insalate e legumi... non mancavano naturalmente i foto-check!

Ecco com'è andata:
1 assoluto: Luca Reya
2 assoluto: Tako Mako
3 assoluto: Paola Carloni
1 brakeless: Enrico Dal Pont
1 donna: Alice Bensi
1 trackstand: Mattia Scarel
1 out of town: Enrico Dal Pont
piu giovane: Unai Alvarez
abbigliamento più divertente: Lorenzo Sorice
miglior gruppo: Manuel Luca - Mattia Campe - Lorenzo Sorice
 

Nella galleria, i partecipanti all'edizione di quest'anno.

Perilla

Avevo una certa quantità di vasetti in semenzaio cui ho affidato tante belle speranze ed ecco che il tempo mi ripaga, dandomi tanti bei germogli. Oggi ho messo a terra la Perilla, una pianta non troppo conosciuta in Italia, ma molto nota e diffusa soprattutto in Giappone con il nome Shiso.
La Perilla è commestibile e si può usare in molti modi diversi: la si può mangiare come gli spinaci, si può usare come spezia per insaporire i piatti, se ne può fare una tisana oppure un succo. Di questa pianta si utilizza tutto: foglie, fiori e semi.
L'ho scoperta facendo la wwoofer e ne ho acquistato i semi per averne un po' anche nel mio orto.
Volete saperne di più? Visitate il sito di Piante Innovative, troverete anche molto di più!

#URSUSphotocontest2018

Ma come sono felice di annunciare questa novità!
Quest'anno vogliamo coinvolgere nei nostri eventi anche chi non pedala, quindi abbiamo pensato ad una cosa davvero social e davvero alla portata di tutti.
Che cosa serve? Uno smartphone, un profilo Instagram e la voglia di seguire i nostri eventi. 
Si parte domani, il 5 maggio, con la Green Alleyfish

Ti dò un po' di coordinate per seguirci.
Su Instagram cerca l'hashtag #URSUSphotocontest2018 e segui il profilo @URSUSfxd perché ci scapperà sicuramente qualche repost.
Su Facebook c'è una fanpage dedicata collegata con il profilo Instagram. La trovi cercando URSUSphotocontest 
Se vuoi rimanere aggiornato sulle date, partecipa all'evento URSUSphotocontest2018

Ora che hai le coordinate, non puoi far altro che leggere il regolamento e partecipare!

Concept
Lanciamo quest’anno la prima edizione dell’URSUSphotocontest.
Sappiamo che vi divertite a seguirci, anche se non correte, quindi abbiamo pensato ad un evento negli eventi davvero alla portata di tutti. 
Che cosa serve? Uno smartphone o una macchina fotografica digitale, un profilo Instagram e la vostra voglia di scattare e divertirvi.
Leggi il regolamento e inizia a prepararti… ne vedremo delle belle!

Regolamento
Scatta le tue fotografie durante uno degli eventi URSUS FXD del 2018 e caricale sul tuo profilo Instagram. Di queste scegline 5.
Tagga URSUSFXD e aggiungi l’hashtag #URSUSphotocontest2018 questo è obbligatorio, per partecipare all’URSUSphotocontest (tag+hashtag, ricordati!).

Gli hashtag facoltativi, ma che apprezziamo un sacco sono:
#ursusfxd
#projectfixed
#anonimouscycles

poi, a seconda dell’evento, sei libero di inventarne altri, ma ricordati sempre che per partecipare al concorso, l’unico hashtag valido è #URSUSphotocontest2018

Inizio e durata
La data di inizio ufficiale dell’URSUSphotocontest è il 5 maggio 2018, cioè in concomitanza con l’Alleyfish che tutti conoscete e aspettate. Il termine è stabilito il 15 di ottobre, quando la stagione delle gare e degli eventi sarà finita.

Partecipanti
Chiunque, di qualsiasi provenienza geografica, di qualsiasi età anagrafica, purché in possesso di un apparecchio elettronico in grado di scattare immagini fotografiche digitali, sia questo uno smatphone o una macchina fotografica, che abbia un profilo Instagram dove caricare le immagini ed assegnargli l’hashtag.

Modalità e premi
Le venti fotografie che riceveranno più cuoricini su Instagram entreranno in finale, verranno stampate e parteciperanno all’esposizione collettiva a fine stagione. La data e la location della mostra fotografica sono a sorpresa e saranno svelate al momento opportuno. 
Ai finalisti chiederemo di inviarci le immagini nella più alta definizione possibile, al fine di stampare le fotografie (a nostre spese). L’indirizzo di posta elettronica è ursusfxd@gmail.com

Una giuria di esperti di fotografia e social media selezionerà le tre fotografie migliori che vinceranno un premio molto URSUS.

 

​La prima volta non si scorda mai!

Da ridere per non piangere, avvinghiata alla ringhiera della balaustra ho vissuto di nuovo il terrore di quando ero bambina e dovevo imparare a nuotare, aggrappata al bordo della corsia. Poi dopo qualche partenza e qualche giro passa! Ah, era pure la mia prima volta brakeless e incredibilmente non sono caduta e non mi sono ammazzata.
Grazie alla squadra per il supporto e la pazienza, sto imparando tantissimo da voi!

È tempo di Sambuco!

In questi giorni possiamo vedere il Sambuco nel pieno della sua fioritura. Difficile non notare la gran quantità di fiori bianchi ai bordi delle strade e di certi boschi! 
È una pianta conosciuta fin dall'antichità per i suoi numerosi impieghi. Quello forse più noto è lo sciroppo fatto con i suoi fiori, una bevanda che d'estate risulta molto rinfrescante. Io li secco per farne tinture madre e per averne a disposizione durante l'inverno: serve infatti ad abbassare la febbre e mi dà un grande aiuto con la mia sinusite cronica, perché agisce sulle mucose nasali.
Le applicazioni del sambuco coinvolgono un sacco di organi e patologie, ad esempio, è depurativo, diuretico, emolliente, lassativo, sudorifero.
Per saperne di più, rivolgetevi soltanto a fonti affidabili. Qui, una scheda completa della pianta

Bentornata Calendula!

Lo scorso anno ho deciso che quando raccoglierò i fiori di una pianta per fare le mie cose, ne lascerò sempre qualcuno. In questo modo lascio agli insetti un po’ di polline e lascio alla pianta la possibilità di riseminarsi e di compiere il suo ciclo naturale. Credo che dobbiamo prendere soltanto ciò di cui abbiamo necessità e che dobbiamo condividere l’abbondanza con le altre creature, rispettare l’essere vivente che ci fa dono di se’ per il nostro benessere. Se una pianta che introduco nel mio orto trova il suo habitat, allora desidero che resti, con i suoi tempi e i suoi modi. Questi sono i fiori di calendula che ho lasciato l’anno scorso e che ritornano a sbocciare adesso come delle nuove piantine.

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