5 o’clock in the morning

Che non è solo il titolo di una vecchia canzone, è l’orario dello spazio personale, della centratura, dell’impostazione delle intenzioni per la giornata, per la meditazione. Se poi questo lo si fa sue due ruote, si rischia di vedere il sole sorgere in sella e di sentire la libertà della strada libera dal traffico e la pace del sonno in cui tutti gli altri ancora riposano.

Alle 5 e mezza di mattina ho caricato la Anonimous in macchina e l’ho portata sull’asfalto buono... qui tocca fare così: posso uscire di casa direttamente in bici solo con la mtb, perché la strada che porta alla casa di pietra in mezzo al bosco è una strada bianca, poi un brutto pezzo di tornanti in discesa lungo una strada piena di buche dove rischio di bucare o farmi del male. Non ne vale la pena. Durante il giorno poi, ci sono sempre mille cose a cui correre dietro e sinceramente sono stufa di dover rinunciare agli allenamenti per rimcorrerle. Pedalare per me è troppo importante e da quando mi sono trasferita, percorro circa 100/150 km in meno di quanto considero il minimo della decenza per potermi permettere l’iscrizione ad una gara. Potrei essere entrata in quella fase in cui punto i piedi e decido di pedalare a ogni costo, anche se questo significa svegliarmi alle 4.30 ogni mattina. Fortunatamente, ieri ho recuperato la panda dall’officina e ora posso ricominciare a portare giù la fissa.  L’inenzione è di prendere l’abitudine di farlo quasi ogni giorno, perché davvero pedalare mi risolve un sacco di casini e mi rende una persona migliore sotto diversi aspetti.