Hard times

Il periodo che sto passando non è proprio facile.

Da un po’ non riesco a dormire la notte perché topi e ghiri mi fanno saltare a ogni rumore, perché dopo l’invasione del ghiro ho il terrore di ritrovarmi qualche animale nella stanza da letto.
Gli insetti sono sempre più molesti e ho collezionato una serie di punture misteriose dolorosissime che sentivo avvelenarmi il sangue. Dopo tre giorni di febbre ho visto che sono punture di pappataci e che mi hanno attaccato un virus di merda che mi ha causato, oltre alla febbre, anche l’herpes.
Ho lasciato cose che pensavo contassero moltissimo per me, quando mi sono reda conto che io non contavo niente per loro.
Portando la macchina a riparare m’è scoppiata una gomma e non sono sicura di riuscire a coprire le spese.
Sono consapevole che se non ci saranno le condizioni per rimanere qui anche l’inverno, sarò da sola per strada.
Non ho un amico nel raggio di chilometri, sono figlia di nesssuno e cittadina di nessun posto.
Detto questo, la vita qui procede, tra orti, ufficio e alberi da frutto.
Appena riavrò la macchina andrò a comprare delle bombolette di poliuretano per chiudere tutte le fessure larghe due dita che ci sono sul pavimento per evitare incursioni notturne dei roditori. Più tardi passerò l’acqua aromatica di lavanda che vedete nella tanica di slivovitz ovunque in casa per eliminare i parassiti succhiasangue. E per l’inverno sto elaborando dei piani, forse mi sposterò su altre montagne, ormai sono nomade e devo prepararmi a eliminare tutto ciò che non posso portare con me. L’unico grosso desiderio che ho è quello di riuscire ad avere presto un furgone per garantirmi di avere sempre  un posto dove dormire e farmi da mangiare. Paure della mia generazione, difficoltà di chi non ce la fa a vivere nel sistema.