Tutto nasce, cresce e muore

Sabato, mentre pedalavo la Anonimous, la bici, come spesso accade, mi ha fatto una seduta psichiatrica.

Ho capito che per me pedalare non è competere. Per me la bici è un fatto assolutamente personale: è prendermi il mio tempo ed il mio spazio, farme i miei ragionamenti, farmi del bene, dormire finché non ho riposato e poi alzarmi per fare km finchè me lo permettono le gambe, fermarmi a guardare e fotografare quando mi piace il paesaggio. Come posso comparare questo con un’altra persona? E con altre 10 o 20? Non riesco a trovarne un senso. Chi è più bravo a godersi la pedalata? E se sei più forte? Beh, mi fa piacere per te... Ho voluto provare a entrare nel mondo dello scatto fisso in un momento in cui mi ero ritrasferita in città. Lì le situazioni erano diverse, potevo avere una squadra a supporto ed una certa facilità per l’allenamento, la possibilità di raggiungere il velodromo con gli altri. 

Il problema è che ora non vivo più in città e che per nulla al mondo voglio ritornare a Trieste. Quindi la fissa, in un contesto di campagna, con sali-scendi importanti e le condizioni del fondo stradale a dir poco pessime, diventa una bici che mi limita, lì dove ho bisogno di libertà. Non è più una bici che mi lega ad un contesto, ma qualcosa che mi isola e mi fa mancare qualcosa.

La fissa non va bene più per me. Ho dovuto fare questa esperienza per capirlo. Non la lascerò da un giorno all’altro, mi accompagnerà ancora nelle uscite mattutine questa estate, magari resterà sui rulli, come una costosa cyclette... È tempo di pensare ai miei bisogni e ri-sintonizzarmi con i tempi di un altro vivere, che ora è qui, nel bosco, in mezzo alle piante.

Questo weekend quindi sarò a raccogliere e distillare la lavanda, perché i bombi hanno finito di bottinare e la luna è ancora crescente. Poi penserò ad una nuova bici e credo che una gravel sia la più adatta a me in questo momento.

L’importante è ascoltarsi e capire ciò di cui di ha bisogno. Un in bocca al lupo agli @ursusfxd che correranno questo weekend. Grazie per l’esperienza che mi ha fatto meglio comprendere.


 

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