La ciclabile lungo Adige

Io che vengo da Trieste ho in mente un’immagine orribile delle piste ciclabili: o si parla di una striscia gialla dipinta a caso sul marciapiede o di un posto infernale dove nessun utente rispetta lo spazio degli altri. Ma qui… qui siamo in Trentino Alto Adige e le piste ciclabili sembrano delle autostrade per biciclette!
Il paesaggio autunnale è davvero gradevole, come la temperatura. Non so dirvi quanto la scoperta mi renda felice.

Tutto nasce, cresce e muore

Sabato, mentre pedalavo la Anonimous, la bici, come spesso accade, mi ha fatto una seduta psichiatrica.

Ho capito che per me pedalare non è competere. Per me la bici è un fatto assolutamente personale: è prendermi il mio tempo ed il mio spazio, farme i miei ragionamenti, farmi del bene, dormire finché non ho riposato e poi alzarmi per fare km finchè me lo permettono le gambe, fermarmi a guardare e fotografare quando mi piace il paesaggio. Come posso comparare questo con un’altra persona? E con altre 10 o 20? Non riesco a trovarne un senso. Chi è più bravo a godersi la pedalata? E se sei più forte? Beh, mi fa piacere per te... Ho voluto provare a entrare nel mondo dello scatto fisso in un momento in cui mi ero ritrasferita in città. Lì le situazioni erano diverse, potevo avere una squadra a supporto ed una certa facilità per l’allenamento, la possibilità di raggiungere il velodromo con gli altri. 

Il problema è che ora non vivo più in città e che per nulla al mondo voglio ritornare a Trieste. Quindi la fissa, in un contesto di campagna, con sali-scendi importanti e le condizioni del fondo stradale a dir poco pessime, diventa una bici che mi limita, lì dove ho bisogno di libertà. Non è più una bici che mi lega ad un contesto, ma qualcosa che mi isola e mi fa mancare qualcosa.

La fissa non va bene più per me. Ho dovuto fare questa esperienza per capirlo. Non la lascerò da un giorno all’altro, mi accompagnerà ancora nelle uscite mattutine questa estate, magari resterà sui rulli, come una costosa cyclette... È tempo di pensare ai miei bisogni e ri-sintonizzarmi con i tempi di un altro vivere, che ora è qui, nel bosco, in mezzo alle piante.

Questo weekend quindi sarò a raccogliere e distillare la lavanda, perché i bombi hanno finito di bottinare e la luna è ancora crescente. Poi penserò ad una nuova bici e credo che una gravel sia la più adatta a me in questo momento.

L’importante è ascoltarsi e capire ciò di cui di ha bisogno. Un in bocca al lupo agli @ursusfxd che correranno questo weekend. Grazie per l’esperienza che mi ha fatto meglio comprendere.


 

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​Gran mattinata oggi!

Mentre me la rido perché con la Anonimous (48/17) ho raggiunto i 37km/h in piano, senza essere né in scia né in velodromo per la prima volta, una leggera pendenza mi fa  toccare i 40! Ora lo sport mattutino è passare attraverso San Piero in Bagno pestando il più forte possibile per vedere l’espressione degli operai che si lasciano scappare un “guarda che forte!”. Sono in piena, felice come solo la bici può rendermi.
Poi rientro e Piero, il vicino, è già arrivato alle 7.30. Io gli vado in contro “guarda, ti piace la mia nuova divisa?” “mi chiedevo se stava arrivando un ufo... ti ho portato un secchio di merda!” Evviva! Oggi go pure il concime per le piante dell’orto.
Mentre bagno le piante sul terrazzo davanti a casa trovo un piccolo rospo e arrivata in ufficio il nuovo computer da impostare.
Fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta: è l’atterraggio!

 

#ursusfxd #ridealone #morningtraining #pedalareallalba #anonimous #anonarmy #romagna #happiness #rideordie #mybikeismypsychiatrist #milesaremymeditation

 

Massa - Monteriolo - Tavolicci - Para - Massa

Le domeniche, quelle in cui siamo sole io e la mia mtb e partiamo senza una meta, ad esplorare il territorio.
Non abbiamo percorso nemmeno 30 km, ma abbiamo fatto 900 mt di dislivello, che sento tutti nelle gambe. E quella stanchezza soddisfatta è impagabile.

https://connect.garmin.com/modern/activity/2817899271

5 o’clock in the morning

Che non è solo il titolo di una vecchia canzone, è l’orario dello spazio personale, della centratura, dell’impostazione delle intenzioni per la giornata, per la meditazione. Se poi questo lo si fa sue due ruote, si rischia di vedere il sole sorgere in sella e di sentire la libertà della strada libera dal traffico e la pace del sonno in cui tutti gli altri ancora riposano.

Alle 5 e mezza di mattina ho caricato la Anonimous in macchina e l’ho portata sull’asfalto buono... qui tocca fare così: posso uscire di casa direttamente in bici solo con la mtb, perché la strada che porta alla casa di pietra in mezzo al bosco è una strada bianca, poi un brutto pezzo di tornanti in discesa lungo una strada piena di buche dove rischio di bucare o farmi del male. Non ne vale la pena. Durante il giorno poi, ci sono sempre mille cose a cui correre dietro e sinceramente sono stufa di dover rinunciare agli allenamenti per rimcorrerle. Pedalare per me è troppo importante e da quando mi sono trasferita, percorro circa 100/150 km in meno di quanto considero il minimo della decenza per potermi permettere l’iscrizione ad una gara. Potrei essere entrata in quella fase in cui punto i piedi e decido di pedalare a ogni costo, anche se questo significa svegliarmi alle 4.30 ogni mattina. Fortunatamente, ieri ho recuperato la panda dall’officina e ora posso ricominciare a portare giù la fissa.  L’inenzione è di prendere l’abitudine di farlo quasi ogni giorno, perché davvero pedalare mi risolve un sacco di casini e mi rende una persona migliore sotto diversi aspetti.

 

#URSUSphotocontest2018

Ma come sono felice di annunciare questa novità!
Quest'anno vogliamo coinvolgere nei nostri eventi anche chi non pedala, quindi abbiamo pensato ad una cosa davvero social e davvero alla portata di tutti.
Che cosa serve? Uno smartphone, un profilo Instagram e la voglia di seguire i nostri eventi. 
Si parte domani, il 5 maggio, con la Green Alleyfish

Ti dò un po' di coordinate per seguirci.
Su Instagram cerca l'hashtag #URSUSphotocontest2018 e segui il profilo @URSUSfxd perché ci scapperà sicuramente qualche repost.
Su Facebook c'è una fanpage dedicata collegata con il profilo Instagram. La trovi cercando URSUSphotocontest 
Se vuoi rimanere aggiornato sulle date, partecipa all'evento URSUSphotocontest2018

Ora che hai le coordinate, non puoi far altro che leggere il regolamento e partecipare!

Concept
Lanciamo quest’anno la prima edizione dell’URSUSphotocontest.
Sappiamo che vi divertite a seguirci, anche se non correte, quindi abbiamo pensato ad un evento negli eventi davvero alla portata di tutti. 
Che cosa serve? Uno smartphone o una macchina fotografica digitale, un profilo Instagram e la vostra voglia di scattare e divertirvi.
Leggi il regolamento e inizia a prepararti… ne vedremo delle belle!

Regolamento
Scatta le tue fotografie durante uno degli eventi URSUS FXD del 2018 e caricale sul tuo profilo Instagram. Di queste scegline 5.
Tagga URSUSFXD e aggiungi l’hashtag #URSUSphotocontest2018 questo è obbligatorio, per partecipare all’URSUSphotocontest (tag+hashtag, ricordati!).

Gli hashtag facoltativi, ma che apprezziamo un sacco sono:
#ursusfxd
#projectfixed
#anonimouscycles

poi, a seconda dell’evento, sei libero di inventarne altri, ma ricordati sempre che per partecipare al concorso, l’unico hashtag valido è #URSUSphotocontest2018

Inizio e durata
La data di inizio ufficiale dell’URSUSphotocontest è il 5 maggio 2018, cioè in concomitanza con l’Alleyfish che tutti conoscete e aspettate. Il termine è stabilito il 15 di ottobre, quando la stagione delle gare e degli eventi sarà finita.

Partecipanti
Chiunque, di qualsiasi provenienza geografica, di qualsiasi età anagrafica, purché in possesso di un apparecchio elettronico in grado di scattare immagini fotografiche digitali, sia questo uno smatphone o una macchina fotografica, che abbia un profilo Instagram dove caricare le immagini ed assegnargli l’hashtag.

Modalità e premi
Le venti fotografie che riceveranno più cuoricini su Instagram entreranno in finale, verranno stampate e parteciperanno all’esposizione collettiva a fine stagione. La data e la location della mostra fotografica sono a sorpresa e saranno svelate al momento opportuno. 
Ai finalisti chiederemo di inviarci le immagini nella più alta definizione possibile, al fine di stampare le fotografie (a nostre spese). L’indirizzo di posta elettronica è ursusfxd@gmail.com

Una giuria di esperti di fotografia e social media selezionerà le tre fotografie migliori che vinceranno un premio molto URSUS.

 

​La prima volta non si scorda mai!

Da ridere per non piangere, avvinghiata alla ringhiera della balaustra ho vissuto di nuovo il terrore di quando ero bambina e dovevo imparare a nuotare, aggrappata al bordo della corsia. Poi dopo qualche partenza e qualche giro passa! Ah, era pure la mia prima volta brakeless e incredibilmente non sono caduta e non mi sono ammazzata.
Grazie alla squadra per il supporto e la pazienza, sto imparando tantissimo da voi!

My Bike is My Psichiatrist

Oggi pedalo da sola perché la squadra è impegnata in una Randonneé.
Sono distrutta dai lavori in orto di ieri, quando ho rigirato tutta la terra con la zappa per preparare lo spazio per le nuove piantine che stanno germinando in semenzaio. Così esco per un giro senza pretese: faccio colazione, lascio i capelli così come sono -perché tanto ormai ho le stesse trecce da venerdì mattina- e parto sulla Anonimous facendo uscire da sotto al casco un groviglio di dread, capelli sciolti e trecce che chissenefregatantocipensopoiquandolilavo.
Da quando pedalo, i capelli che escono dal casco sono per me un motivo di orgoglio femminile. Probabilmente è un pensiero che vive solo nella mia testa, ma mi piace l'idea di mantenere quell'aspetto della mia femminilità in un momento in cui spingo sui pedali sudando a bestia, puzzando, sputando e soffiandomi il naso "alla ciclista", perché mi immagino qualcuno vedermi da lontano e scambiarmi per un uomo, per poi accorgersi, quando mi è vicino che no, quella bestia in realtà è una donna (tutto nella mia testa eh...).
Fatto sta, che oggi sono alla fine della Costiera e mi si affianca il Prof. (per chi non è dell'ambiente, il Prof. è uno dei pionieri dello scatto fisso, grazie al quale si è creato il movimento a Trieste, per cui personaggio noto a chiunque pedali fisso in città e oltre ndr.) e mi chiede "Di dove sei? Where are you from?" "Ciao, son de qua, de Rojan!" "Ah, ma va in mona, pensavo che te ieri un'austriaca e me domandavo cosa ghe fa qua un'austriaca che pedala in fissa" "No, no, no te vedi che questo xe el telaio dei URSUS? Sto anno comincio a correr con lori!" "Eh sì infatti..."
Uno scambio di battute non particolarmente significativo, ma che mi fa pensare a due cose: la prima è che più costa la bici che hai sotto al culo e più gente ti saluta per strada. E su questo non mi soffermo. Seconda: sono felice di non sembrare a colpo d'occhio italiana. E questo mi ha portato ad un flusso di coscienza durato per i successivi 20 km. 
Io, come tutti i triestini, ho un rapporto di amore ed odio verso la mia città, il che mi porta a fare spesso la pendolare, a spostarmi per alcuni periodi e poi rientrare quando mi manca l'aria di casa... ma di questo sono particolarmente orgogliosa: la zona geografica, la posizione sul mare, il punto di confine tra est e ovest, rendono il sangue della gente del posto un miscuglio ed è questa la mia identità e la mia forza.
Il mio essere ibrida e sapermi giostrare tra situazioni completamente differenti crea un certo disagio negli altri, i quali mi accusano di non essere capace di stare ferma e di fissarmi in un posto o su un'idea. Dicono che devo scegliere da che parte stare e poi non voltarmi indietro. Ma che vogliono da me? Giudicarmi? Per quel che mi interessa possono continuare a farlo. Ritengo il giudizio un male profondamente radicato e da evitarsi ogni volta sia possibile perché ogni essere umano ha la sua dignità di esistere così com'è e perché vale la regola "walk a mile in my shoes" per cui non si può avere la percezione del vissuto di una certa persona in un certo momento e non si può metter bocca sulle sue decisioni.
Questo è il mio sangue, la mia identità e le stelle del mio cielo di nascita lo confermano, avendomi dato un segno di fuoco ed un ascendente d'acqua. Sono capace di andare in mtb come in fissa, di fare l'orto e vivere da sola in mezzo a un bosco con gli animali, così come di lavorare e vivere in città occupandomi di marketing, di fare la grafica come la fotografa, di avere i dread come i giamaicani e intrecciarmi i capelli come gli indiani d'America e praticare Yoga e Ayurveda come gli indiani dell'India, di essere gentile e disponibile con le persone ma drastica e risoluta a eliminare chi non mi porta rispetto o mi appesantisce.  
Questo è andare in bici: fare una seduta dal migliore psichiatra del mondo, perché solo nel momento in cui inizio a spingere sui pedali, la linea bianca della mia strada si raddrizza e tutto quello che fa parte della mia vita si mette in equilibrio su due ruote per raggiungere il massimo sforzo e la massima velocità possibili secondo le mie condizioni in quel momento.
Sunday ride.

La nuova fissa

Oh sì, questa sono io nell'officina di Christian mentre preparo la mia nuova fissa da gara. Hai letto bene: durante questa stagione debutterò negli URSUS fxd come agonista.
Me la faccio sotto solo all'idea, perché non mi sono mai cimentata nelle gare sportive e per l'insicurezza che deriva dall'aver imparato a pedalare appena a 28 anni ed aver dedicato gli ultimi 12 mesi all'agricoltura senza essermi allenata... 
"Sulla strada dove non vuoi camminare oggi, dovrai correre domani" lo diceva il nonno di un mio compagno di università e gli dò ragione... nell'ultimo anno, ciclisticamente parlando, ho cazzeggiato di brutto ed ora, per recuperare, devo farmi due gambe così.... ma va bene, perché l'entusiasmo c'è e la bici pure!
Quindi grazie agli amici che mi stanno dando una mano per buttarmi in questa nuova sfida e allo sponsor Anonimous per il telaio, ci si vede alle tappe del Project Fixed! Che cos'è? Ecco il link, l'ho googlato io per te! 

Ritorno in mtb

Dopo mesi e mesi senza pedalare, oggi finalmente riprendo la mia adorata mtb e i giri nei miei boschi. La gamba è un po' fiacca. Devo dire che sarà una ripresa graduale e duretta, ma sono così felice da commuovermi.
Nei mesi passati, nel maso dove ho abitato, le condizioni di vita, l'impedabilità del terreno e la scarsità d'acqua mi hanno impedito di spendere del tempo in bicicletta. La sofferenza è stata enorme, l'umore è precipitato molto in basso e il fisico ne ha risentito accumulando tossine ed acqua. Sono tornata gonfia come un pallone.
Fortunatamente ho avuto l'idea di mettermi a dieta strettissima, quasi a digiuno, per una settimana e poi ho ripreso con lo yoga e un'alimentazione molto controllata.
Volià, di nuovo in sella, di nuovo col sorriso in faccia.