Questo è stato il mio ultimo giorno in Romagna

Certo il paesaggio mi mancherà molto e mi costa un sacco abbandonare le mie piante. D’altra parte, quando mi sono trovata di fronte a una persona che ha fatto saltare tutti gli accordi iniziali, la scelta non poteva essere diversa. Mi sono ritrovata nell’ultimo periodo a lavorare sotto il sole pur prendendo dei farmaci che mi rendono fotosensibile, trattata come una bestia, dovendomi arrangiare con passaggi e biciclette mentre avevo la febbre per raggiungere l’ospedale a fare delle visite assolutamente necessarie per capire che cosa mi stava succedendo al mio corpo.
Così mi sono organizzata per girare in po’ nei prossimi mesi, per andare in posti nuovi e in posti che già conosco. Parto senza guardarmi indietro, così come chi mi ha fatto lavorare qui non mi ha guardato in faccia quando ha provato a togliermi tutto.
Ho perso tanto, troppo qui, a partire dalla stagione in bici, ai soldi, ai rapporti con gli amici e la famiglia e alla fine anche la salute. Porto con me il rimpianto di aver dato via la mia fiducia a qualcuno che si è dimostrato un grande attore, la cui maschera s’è tolta nel corso del tempo, ma non porto con me il rancore, che in questi casi non serve perché ci penserà il Karma a bilanciare le energie.
Ora una tappa in Trentino ritornando a Trieste e poi riparto di nuovo.


Hard times

Il periodo che sto passando non è proprio facile.

Da un po’ non riesco a dormire la notte perché topi e ghiri mi fanno saltare a ogni rumore, perché dopo l’invasione del ghiro ho il terrore di ritrovarmi qualche animale nella stanza da letto.
Gli insetti sono sempre più molesti e ho collezionato una serie di punture misteriose dolorosissime che sentivo avvelenarmi il sangue. Dopo tre giorni di febbre ho visto che sono punture di pappataci e che mi hanno attaccato un virus di merda che mi ha causato, oltre alla febbre, anche l’herpes.
Ho lasciato cose che pensavo contassero moltissimo per me, quando mi sono reda conto che io non contavo niente per loro.
Portando la macchina a riparare m’è scoppiata una gomma e non sono sicura di riuscire a coprire le spese.
Sono consapevole che se non ci saranno le condizioni per rimanere qui anche l’inverno, sarò da sola per strada.
Non ho un amico nel raggio di chilometri, sono figlia di nesssuno e cittadina di nessun posto.
Detto questo, la vita qui procede, tra orti, ufficio e alberi da frutto.
Appena riavrò la macchina andrò a comprare delle bombolette di poliuretano per chiudere tutte le fessure larghe due dita che ci sono sul pavimento per evitare incursioni notturne dei roditori. Più tardi passerò l’acqua aromatica di lavanda che vedete nella tanica di slivovitz ovunque in casa per eliminare i parassiti succhiasangue. E per l’inverno sto elaborando dei piani, forse mi sposterò su altre montagne, ormai sono nomade e devo prepararmi a eliminare tutto ciò che non posso portare con me. L’unico grosso desiderio che ho è quello di riuscire ad avere presto un furgone per garantirmi di avere sempre  un posto dove dormire e farmi da mangiare. Paure della mia generazione, difficoltà di chi non ce la fa a vivere nel sistema.

 

Trasferita in mezzo al bosco

La vita è strana a volte. Tu fai dei programmi, decidi di stare nella tua città e dedicarti alla bici e poi ti ritrovi a vivere in una casa di pietra in mezzo al bosco.
Sì, qui ci ho già vissuto per un breve periodo la scorsa estate, ma ora sembra che mi farò qui un periodo piuttosto lungo.
 

Fierucola

Siete mai stati alla Fierucola a Firenze? È un mercato dell'autoproduzione che si tiene in Piazza Santo Spirito. Io ci sono stata la prima volta il 17 settembre e me ne sono innamorata! Tantissimi fierucolanti, tutti diversi, ognuno con il suo prodotto... uno spettacolo emozionante! Per fortuna avevo portato con me la macchina fotografica! 

Akashiso - Come si fa il succo di Perilla?

La Perilla è una pianta conosciuta per le sue proprietà antiossidanti, immunostimolanti ed antiallergiche. È una pianta commestibile molto versatile: la si può mangiare cruda in insalata, la si può sbollentare per farne frittate o condimenti per la pasta, metterla nella minestra, oppure, se ne può fare un ottimo succo.
Ecco come preparalo.

Ingredienti:

  • 1 litro d'acqua
  • 300 grammi di Perilla (rossa)
  • 400 grammi di zucchero
  • 200 ml di aceto di mele bio

Procedura:
Far bollire l'acqua  e le foglie di Perilla in una pentola capiente. Quando si raggiunge il bollore, mantenerlo per 5 minuti.
Togliere dal fuoco, estrarre e strizzare le foglie.
Si aggiunge lo zucchero e si fa bollire per ancora qualche minuto.
Mettere poi il succo in bottigliette di vetro che si faranno bollire. In questo modo si creerà il sottovuoto che permetterà di conservare l'Akashiso a lungo.

Ne volete sapere di più? Ecco il link al sito di Sofia e Paolo http://www.pianteinnovative.it/perilla-fruttescens-3/

La raccolta della Lavanda

Infine la raccogliemmo la Lavanda, al mattino presto, lavorando tutti assieme. Ragazzi venuti lì apposta, vicini accorsi in aiuto. E si è chiuso un ciclo, con la distillazione della sua preziosa essenza.

Dolomiti bellunesi

Per un po' sulle Dolomiti sono andata e, nel giro di una settimana, sono scappata.

wwoof wwoof!

Inizia a Sarsina la mia estate di wwoofing. Non sapete cos’è wwoof? Questo è il link dove potete scoprirlo http://wwoof.it/it/
Sono ospite di una ditta che si occupa di permacultura e di distillazione di olii essenziali. 
Ci sono due zone nella proprietà, una dove si trova l’abitazione del titolare e della sua compagna, attorno alla quale c’è l’orto domestico, l’impianto di lavanda e il frutteto. Poi c’è la zona più boschiva, dove regnano querce, cinghiali e caprioli. Qui in mezzo c’è la casa in pietra dove alloggerò per due settimane. La casa è deliziosa, inutile spendere troppe parole a riguardo, perché potete vederlo nelle fotografie.
Ci sono molte cose da fare: la cura dell’orto, la pulizia della lavanda, la pacciamatura delle piante, la raccolta della frutta, più un sacco di attività occasionali… si dà una mano quando serve, dove serve. Tutto viene coltivato secondo i metodi della permacultura, quindi non è raro imbattersi in piante vecchie ben 25 anni! 
Massimo e Francesca sono due ottime persone: sono super gentili e disponibili e hanno un sacco di pazienza a mettersi a spiegarmi qualsiasi cosa. Inizio la mia esperienza in permacultura con loro, da perfetta principiante, quindi, ogni volta, all’inizio di un lavoro mi viene spiegato tutto quel mi serve per svolgerlo. E imparare è davvero un piacere: guardo con occhi ingenui ogni pianta, ogni procedura e assorbo, rielaboro… Ogni attività, che sia la raccolta della frutta o la pulizia della lavanda, si accompagna di una nuova prospettiva su quella che è la natura, lo spazio, il tempo, il rapporto tra l’uomo e il territorio. È meditazione ad occhi aperti, è scavare nella profondità di se’ stessi mentre si svolge un servizio alle piante, alla Terra. È comprensione, è un nuovo stadio di consapevolezza.
Resterò qui appena due settimane e già mi sto pentendo di non aver optato per un periodo più lungo, perché mi trovo davvero a mio agio qui, ma l’estate è corta e mi son messa in testa di fare mille cose, quindi mi godo ogni momento vivendolo il più a fondo possibile, fotografando, condividendo.